La Casata dei Lupi

 

 

INDICE

 

La Stirpe
I rami estinti
I rami vitali
Gli attuali

rappresentanti

Le famiglie alleate

I personaggi illustri

Il Libro d'Oro

La Rivista Araldica

L'Elenco dei Titolati

L'Albo d'Oro

L'Annuario

Il Palazzo

Le genealogie

Stato completo

della Casata

INDICE GENERALE

1 La tradizione

 

2 L'investitura dell'Imperatore del Sacro Romano Impero

 

3 Le varie Diramazioni

 

3.1 I Rami estinti

*      3.1.1 La Linea di Soragna, Padova e Malta

*      3.1.2 Le Linee di Piemonte, Toscana, Umbria e Roma

*      3.1.3 La Linea di Bergamo

*      3.1.4 La Linea di Trento

 

3.2 I Rami vitali

*      3.2.1 Il Periodo Pugliese

*      3.2.2 La Linea di Molfetta (BA)

*      3.2.2 1 La Linea di Gravina in Puglia  (BA)

*      3.2.3 Le Linee di Dalmazia e Fiume

*      3.2.4 La Linea di Ferrara

*      3.2.5 La Linea Siciliana

*      3.2.6 La Linea Calabrese

 

4 Santi e Beati Lupis

 

5 La titolatura

 

6 Rappresentanti odierni della famiglia

 

6.1 Le famiglie alleate

*      6.1.1 Ruspini

*      6.1.2 De Luna d’Aragona

*      6.1.3 Macedonio

*      6.1.4 Palermo di Santa Margherita

*      6.1.5 Falletti

*      6.1.6 Crisafi

*      6.1.7 Manso

 

 

 7 Genealogie

*      7.1 Genealogia di San Lupo di Troyes

*      7.2 Genealogia della famiglia Romana dei Virii Lupi

*      7.3 Genealogia della Stirpe Luporum

*      7.4 Genealogia dei de'Lupis di Malta

*      7.5 Genealogia dei Lupi o Lupis di Acqui, conti di Moirano

*      7.6 Genealogia dei Lupi di Bergamo

*      7.7 Genealogia dei de Luna d'Aragona

*      8 Collegamenti esterni

 

9 Fonti

 

10 Personaggi illustri

    *     10.1 Publius Rutilius Lupus

    *     10.2 San Lupo di Troyes

    *     10.3 Bonifacio de Lupis

    *     10.4 Bisanzio Lupis

    *     10.5 Antonio Lupis

    *     10.6 Orazio Lupis

    *     10.7 Domenico Lupis

    *     10.8 Giovanni Luppis

    *     10.9 Giuseppe Lupis

   *     10.10 Gen. Orazio Lupis

 


 

STIRPE LUPORUM

I rami vitali

 

Il Periodo Pugliese

Stemma Lupis sul portale di Palazzo Lupis (sec.XIII) a Giovinazzo (BA)

Stemma Lupis sul portale di Palazzo Lupis (sec.XIII) a Giovinazzo (BA)

 

In Terra di Bari, nel XII secolo, i Lupis vennero ascritti al patriziato di Giovinazzo e nel 1282 vennero iscritti tra le famiglie nobili sul registro di Re Carlo I, fascicolo 1, foglio 6, qualificati già a quel tempo "antichissimi":  "... de genere mílitum, nobili antiqussimi - dei Nobili dell'antique famiglie nobili de Giovenazzo".

Tale documento, trascritto nel 1603 dall'Attuario Pietro Vincenti ha per titolo: Inquisitio facta iussu Caroli Regis Anno 1282 in provintia Terra Bari, continens nomina et cognomina baronum et nobilum ac loca, in quibus morantur; cuius inquisitionis exemplar conservatur Neapoli in Archivio Siclae, a quo exemplum hoc sumptum est fideliter manu mei Petri Vincenti U.I.D quo signo notari publici pro fide publica corroborari feci. Neapoli anno Domini MDCIII ( Carte Angioine -Archivio di Stato di S. Severino, Napoli fascicolo 45)[1].

Francesco Lombardi, Notitie  istoriche della città e vescovi di Molfetta, Napoli, 1703

Lo storico Francesco Carabellese nella sua opera "La Puglia nel secolo XV, parte II, documenti di Bari, Giovinazzo e Trani" definisce i Lupis di Giovinazzo, accanto agli Spinelli, i Perrese, i Framarino e i Sasso, "...tra le famiglie più doviziose e illustri non solo di Terra di Bari, ma di tutta la Puglia, che gareggiavano (...) nell'arringo civile ed economico del Rinascimento." (Bari, 1907, pag. XV). 

Anche Alberto Grohman in "Le Fiere del regno di Napoli in età aragonese", Napoli, 1969, pag. 160, ricorda che "I Lupis di Giovinazzo, come i Vulpano di Bitonto, fra le più ricche famiglie pugliesi, prestano sovente somme a mercanti forestieri".

La genealogia di questa linea è stata ricostruita da Monsignor Filippo Roscini sulla base delle pergamene dell'archivio della Cattedrale di Giovinazzo. Tutti i documenti a corredo dell'intera genealogia pugliese, a partire dal capostipite documentato, il giudice imperiale Simeone Lupis di Giovinazzo (n. ca 1170), figlio del giudice imperiale Roberto o Eberto (figlio di Guido de' Lupis -Wido o Widone, Marchese di Soragna nel 1198), sono stati pubblicati dallo stesso don Roscini nel suo volume Bisanzio Lupis, poeta e cronista nella Puglia cinquecentesca. Giovinazzo, 1974.

Del titolo di Marchese di Soragna, dato sempre sotto forma di investitura feudale di origine imperiale, sono sempre stati investiti tutti i rappresentanti maschi della famiglia, fino al 13-6-1495, quando Bonifacio de' Lupis (+ 24-1/4-2-1497), Marchese di Soragna, istituisce la primogenitura a favore del figlio Diofebo.

Dunque i discendenti del sopracitato Roberto (detto Eberto) Lupis, trasferitosi in Puglia dopo la nomina a Giudice Imperiale e divenuto 

"capostipite dei Lupis di Puglia, Calabria e Sicilia", 

abbandonarono il predicato di Soragna (che continuò nel ramo del fratello Guido di Soragna), 

"per conservare comunque il titolo di Marchese, cui hanno quindi diritto tutti i rappresentanti maschi delle tre linee indicate (pugliese, sicula e calabrese), in quanto esse linee si divisero dal tronco comune prima del 13-6-1495, quando Bonifacio de' Lupis (+ 1497), Marchese di Soragna, istituì la primogenitura a favore del figlio Diofebo, limitando così la successione dei titoli ai soli maschi primogeniti".

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Il Giudice Imperiale Lupo o Lupone (1210-1271), figlio del giudice imperiale Simeone Lupis, fu Primo Ministro e consigliere dell'imperatore Federico II di Svevia e fece parte di quella commissione di giuristi inviati dall'imperatore al pontefice Gregorio IX per difendere e sostenere le tesi imperiali, che portò alla pubblicazione del "Manifesto" del 25 aprile 1239 col quale l'Imperatore, dichiarandosi pienamente indipendente dal Papa ed appellandosi ad un concilio generale, cacciò dal Regno di Sicilia e di Puglia tutti i frati francescani e domenicani, come nemici del Regno insorti a fianco del Pontefice. Fu amico e collaboratore del dantesco Pier Delle Vigne.

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Nel secolo XV Pavo o Pavone de Lupis venne nominato Regio Giustiziere (viceré) in Calabria alla corte di re Alfonso I d'Aragona e Governatore di Forenza in Basilicata.

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Antonello Lupis, nel 1390, venne ascritto tra i familiari di re Ladislao.

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Marino de Lupis fu vescovo di Molfetta

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fra Lattanzio Lupis, figlio di Lorenzo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta, nominato commendatore dell'Ordine di San Lazzaro nel 1541, nel 1549 venne eletto Almirante del Mare (Grande Ammiraglio) della provincia di Bari, dal re di Spagna.

 

Il duecentesco palazzo della famiglia Lupis a Giovinazzo (BA), in cui nacque il poeta Bisanzio Lupis

 

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Figura di rilievo nell'originario ceppo giovinazzese fu Bisanzio Lupis, storico e poeta, nato a Giovinazzo nel 1478 e morto ivi nel 1555; sposò la nobile Antonia Elefante.

Scrisse le "Cronache di Giovinazzo" dalle origini ai suoi tempi, date alle stampe dal de Ninno nel 1880, e le "Rime", raccolta di composizioni poetiche che costituiscono una delle prime prove dell'editoria cinquecentesca in Puglia.

 

 

La Linea di Molfetta (BA)

 

    Albero genealogico dei nobili Lupis di Molfetta

Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie, b. 205, fasc. 12

 

Nel ramo trasferitosi a Molfetta (BA) si distinsero ancora Padre Domenico Lupis, priore dell'ordine dei Celestini, che fu, nel 1656, creato arcivescovo di Conza, in Campania; ricordato dal Von Ranke nella sua "Storia dei Papi" (Sansoni 1965) a pagina 832 del secondo volume, quale confidente e consigliere di Papa Urbano VIII.

   

Antonio Lupis (Molfetta 1649 - Bergamo 1701). Ritratto nella Sala degli Uomini Illustri Molfettesi, Anticamera della Sala Consiliare, Municipio di Molfetta.

Il cartiglio recita: "Antonio Lupis letterato Italiano. Traduttore del Libro di Geremia. Visse nel secolo XVII - Molfettese"

Ma il personaggio più noto di questo ramo fu senz'altro Antonio Lupis, figlio di Flaminio Lupis e Maria de Ceglia e nipote del Cavaliere di San Lazzaro fra Lattanzio Lupis (vedi sopra) , nato a Molfetta il 16 febbraio 1649, morto a Bergamo nel dicembre 1701. Trasferitosi a Venezia in gioventù, fu colà scrittore estremamente prolifico. Produsse più di quaranta opere, spaziando in vari campi: dalla poesia al romanzo, dalle opere latine agli studi storici. Nella città lagunare strinse profonda amicizia con i Tiepolo e con Giovan Francesco Loredan, principe dell'Accademia degli Incogniti, della quale fece parte. Scrisse la vita dello stesso Loredan, ed una sua opera, "L'amazzone scozzese", fu ridotta in dramma dal poeta Francesco Petrobelli di Bari e rappresentata per oltre un secolo nel teatri italiani con buon successo. Ne Il plico, tratteggiò un encomio del pittore bergamasco Evaristo Baschenis che ebbe modo di conoscere personalmente, divenendone amico.

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Leggi un brano tratto da "Il Plico", dove Antonio Lupis tesse gli elogi del suo amato cane Perlino.

 

 

    Frontespizio de Il Serafino di Cantalice di Antonio Lupis, edizione del 1672, Collezione biblioteca Duchi Lupis - Macedonio, Grotteria

Antiporta figurata de "Teatro Aperto", di Antonio Lupis, Venezia - 1687. In basso a destra lo stemma dei Lupis di Molfetta

 

Questa linea si estinse nel secolo XIX nella nobile famiglia molfettese dei Lioy, che unirono al proprio il cognome Lupis, dando origine alla famiglia Lioy-Lupis, i cui discendenti oggi vivono in America Latina.

Lapide voluta da Mons. Gaetano Lioy Lupis nella Chiesa del Purgatorio di Molfetta, sormontata dagli stemmi Lioy (a sin. ) e Lupis ( a destra). Foto Lorenzo Pisani per gentile concessione dell'Arciconfranternita della Morte, Chiesa del Purgatorio, Molfetta.

 

don Gaetano Lioy Lupis fu prelato domestico di S.Santità e Cappellano di Obbedienza Magistrale del S.M.O. di Malta. Nacque nel 1830 e fu Rettore della Chiesa del Purgatorio e Padre Spirituale dell' Arciconfraternita della Morte, dal 3 settembre 1851 al 14 novembre 1920, data della sua morte. Scrisse il Quadro storico dei varii oggetti pertinenti al Sacrificio della Messa secondo la loro origine e ragione per l'abbate Gaetano Lioy - Lupis Cappellano di Obbedienza Magistrale dell'Ordine Sovrano di Malta. Bitonto, Stab. Tip. Garofalo 1897.

 

(Leggi un "Omaggio a don Gaetano Lioy-Lupis" dell'attuale priore dell'Arciconfraternita della Morte di Molfetta, dott. Franco Stanzione)

 

In via Amente, nel centro storico di Molfetta, esiste tutt'ora il maestoso Palazzo di famiglia, appartenuto in origine alla nobile famiglia Passari e passato poi ai Lupis ed oggi ai Lioy-Lupis.

Il palazzo è databile tra la fine del XVI secolo e l’inizio del XVII, grazie alle iscrizioni incise alla sommità del corpo scala. Si può ipotizzare che siano stati costruiti tre edifici indipendenti, fra cui il centrale, al civico 32, su committenza di Mario Passari, e che, all’inizio del 1600 Giovanni Leonardo Passari restaurò il palazzo annettendo i due edifici confinanti, rendendo unitaria la facciata tramite la cornice terminale e la caratterizzazione delle finestre. L’accorpamento dei tre edifici si realizzò con Marzio Passari. Probabilmente nella seconda metà del secolo XIX è stato aggiunto il terzo livello che occupa solo una parte dell’area del palazzo. Il 1° marzo del 1774 Francesco Saverio Severi di Giovinazzo vendeva al sacerdote Orazio Lupis l'intero quarto soprano del palazzo, consistente "in dieci cam(e)re con tutta la sala, e con esso quarto ... vari membri sottani, cioè la cantina sotto l'istesso palazzo, due cam(e)re sottane, una contigua all'altra, una delle quali corrisponde colla porta alla pub(li)ca strada ... con dentro pescara, e piscina da oglio, ed uno stallone,..."  Il 30 luglio del 1862 moriva Marianna Lupis. Il 10 febbraio del 1863 gli eredi dividevano i beni della defunta zia. Francesco Lioy Lupis riceveva il rimanente terzo del piano nobile, mentre al fratello Gaetano andavano le restanti terze parti degli immobili di cui era già proprietario. In tal modo, alla data del 1863, l'immobile era di proprietà di Francesco e del sacerdote Gaetano, figli dei coniugi Michele Lioy e Caterina Lupis, donde il nome di palazzo Lioy Lupis.

Il doppio stemma di famiglia è presente nell’affresco sulla volta dell’androne del Palazzo e testimonia l’unione delle due famiglie in seguito al matrimonio tra Michele Lioy e Caterina Lupis. Degno di nota il porticato cinto da balaustre e busti antropomorfi.

 

                Ritratto di di Mons. Gaetano Lioy - Lupis, opera di Liborio Romano, nella Chiesa del Purgatorio di Molfetta. In basso a destra gli stemmi Lioy e Lupis (Foto Lorenzo Pisani per gentile concessione dell'Arciconfraternita della Morte, Chiesa del Purgatorio, Molfetta) e frontespizio della sua opera "Quadro storico dei varii oggetti pertinenti al Sacrificio della Messa..." (1897) (Collezione Duchi Lupis-Macedonio, Grotteria)

 

Vedi:

Genealogia dei Lupis Patrizi di Giovinazzo

Genealogia dei Lupis Nobili di Molfetta

 

 

La Linea di Gravina in Puglia (BA)

Nel ramo di Gravina di Puglia, staccatosi dall'avito ceppo Giovinazzese nel secolo XV, si distinsero i fratelli Federico e Gianantonio Lupis  i quali, nella seconda metà del XVI secolo, furono giureconsultí e poeti. Il loro nipote, Vito Giacomo Lupis, venne inviato dal Re Filippo III, col grado di colonnello, alla battaglia di Vercelli, dove trovò gloriosa morte sul campo di battaglia, insieme all'intero suo battaglione. Sepolto a Milano, i suoi resti furono trasportati a Gravina ad opera della vedova Donna Prudenza Corrado, baronessa di Miglionico e Craco, dove vennero tumulati con grandi onori.

Albero genealogico dei Lupis di Gravina per il Beneficio del SS. Nome di Gesù di Gravina, 1645

La famiglia Lupis a Gravina  si ritrova fondatrice di due benefici: S. Giovanni Decollato nella chiesa di S. Nicola Protontino, istituito da Gualtiero Ciccio de Lupis nel 1470 e SS. Nome dì Gesù nell'omonima chiesa, costituito da Balsama Lupis nel 1645. La famiglia annoverò notai, dottori, ecclesiastici, militari  e grandi benefattori.

Nel 1630 un ramo si trasferì in Altamura dove, sul principio del sec. XVIII, ebbe una discendente che si fece monaca clarissa con il nome di Suor Benedetta di S. Giovanni. La famiglia Lupis di Gravina  trovò la sua continuazione per linea femminile nelle famiglie: Pentibove, Caroselli, Vicino, Clementellis, Ungaretti, Di Lucia.

Promessa solenne per la monacazione di suor Benedetta Lupis da Gravina, nel Monastero di S. Maria del Soccorso di Altamura, sec. XVIII

 

 

Le Linee di Dalmazia e Fiume

Attorno al XIII secolo alcuni Lupis passarono dall'avita Giovinazzo all'altra sponda dell'Adriatico, fondando così il ramo Dalmata della famiglia. Esso, illustrato da Lorenzo e Manfredi de Lupis, notai imperiali di Ragusa (Dubrovnik) il 22 gennaio 1291 e da Nicola de Lupis, notaio imperiale il 25 gennaio 1383, si diramò in Sebenico col notaio Giovanni Lupis, documentato dal 1510 al 1529.

   

Particolare di Palazzo Doimi de Lupis sull'Isola di Lissa (Vis) in Croazia

I Lupis Dalmati godettero nobiltà in parecchie località, tra le quali Lesina, Lissa, Parenzo, Stagno ed altre. Un giornale polacco, il “Kurier literazki naukovni”, scrivendo dei Lupis di Moldavia e Valacchia, derivati da questo ramo dalmata, ricorda Maria Mogilanka Lupis, figlia del principe Basilio Lupis, che fu governatore di Moldavia negli anni 1634-1653, moglie del principe Radziwill, e ne riproduce una xilografia. Un ramo della famiglia si unì alla nobile famiglia Doimi, con il matrimonio di donna Orsola, figlia del conte Nicolò de Lupis, nobile di Parenzo, morto il 6 febbraio 1725 col nobile Stefano Doimi, dando origine al ramo Doimi de Lupis i cui discendenti vengono anche riportati con il cognome nella forma di Doimi di DeLupis, a causa di un errore di trascrizione dell'Amministrazione Asburgica nel 1742. La nobiltà e antichità di questa linea venne tra l'altro formalmente riconosciuta e confermata dal Senato della Repubblica Veneta nel 1753.

A Lissa esiste ancora un palazzo appartenente alla famiglia.

Lord Nicholas Windsor, figlio dei duchi di Kent e donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic

Uno degli ultimi rappresentanti di questo ramo è il nobile Luigi Doimi de Lupis, marito dell'avvocato svedese Ingrid Detter, trasferitosi da tempo a Londra. Nel  settembre 2006, Buckingham Palace ha annunciato il matrimonio della figlia, Donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subich, con Lord Nicholas Windsor, figlio dei Duchi di Kent, cugini della Regina Elisabetta II (vedi: Announcement of The Engagement of Lord Nicholas Windsor). La famiglia di Paola Doimi de Lupis usa il cognome nella forma antica Doimi de Lupis Frankopan Subich, in virtù dell'ascendenza della famiglia Doimi  con la principesca famiglia croata dei Frankopan, (ramo degli italiani Frangipani, conti di Veglia) e più precisamente dal conte Doimo III  Frangipani o Frankopan (+ 1348), Conte di Veglia, marito di Elisabetta Subich, figlia di Jakab Conte di Bribir (+ post 1347) (vedi genealogia), disc. da Nikola Doimi Frangipane o Frankopan, custode della Santa Casa di Nazareth a Tersatto, Dalmazia, 1291-1294 con cognome e titolo di pr. Frangipane o Frankopan. 


 
 Il 22 settembre 2007 la coppia ha dato alla luce il piccolo Albert Windsor, che ripete il nome del Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, consorte della Regina Vittoria, ed è attualmente 34esimo nella linea di successione al trono inglese.

  

Lord Nicholas Windsor dei Dichi di Kent e Donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic  con in braccio il piccolo Albert Philip Louis Edward, 34mo nella linea di successione al Trono Inglese, nato il 22 settembre 2007

Il 9 luglio 2008 Lady Paola ha tenuto al Sacro Fonte il piccolo Alessandro maria Nicodemo, ultimo nato del ramo cugino Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, figlio del Duca e della Duchessa di San Donato, Marco e Silvia Lupis, nella storica cornice di Villa Luppis, dimora del ramo ferrarese-friulano del casato.

L'articolo apparso sul Gazzettino di Venezia dell'11 luglio 2008

 

Una foto dei partecipanti di fronte alla cappella gentilizia di Villa Luppis. Partendo da destra:

il futuro XIV Duca di San Donato, Francesco maria Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, primogenito dell'attuale duca; il cugino Conte Giorgio Ricci-Luppis, proprietario di Villa Luppis e  rappresentante del ramo ferrarese-friulano del casato; la madrina Donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic in Windsor con in braccio il piccolo Albert, 34° nella linea di successione al Trono Inglese; la Duchessa di San Donato  Donna Silvia, nata nobile dei Conti Ruspini, patrizi di Croglio; Don Luigi Coral che ha celebrato il battesimo - di fronte al quale vi sono il protagonista assoluto dell'evento, Alessandro maria Nicodemo, con la sorellina Caterina Giulia - ; il XIII e attuale Duca di San Donato, Marchese dott. don Marco Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita,  il padrino, Marchese Roberto Celentano, Barone di Motta della Regina, e la sua fidanzata, avvocato Barbara Tersali.


  Lady Paola Windsor (Lady Nicholas Windsor, secondo l'uso britannico), nata Doimi de Lupis Frankopan Subic, con il marito Lord Nikolas dei Duchi di Kent al Queen Mother Memorial per le celebrazioni della Famiglia Reale Inglese per l'inaugurazione del monumento alla Regina Madre, 24 febbraio 2009.

L'8 settembre 2009, ha visto la luce il secondogenito, al quale sono stati imposti i nomi di Leopold Ernest Augustus Guelph Windsor, battezzato nella Città del Vaticano il 29 maggio 2010.

Il piccolo Leopold è oggi 35º nella Linea di Successione al trono inglese, preceduto dal fratello Albert, come riportato dal sito ufficiale della Monarchia Britannica

Nel 2001 Lord Nicholas Windsor è stato il primo esponente maschile di sangue Reale nella Monarchia Britannica a convertirsi al Cattolicesimo, dai tempi della conversione di Carlo II avvenuta nel 1685. Diversi membri del Parlamento Inglese nel 2006 hanno accolto il matrimonio di Lord Nicholas Windsor con Donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic come: "Il primo matrimonio in forma legale e pubblica di un membro della Famiglia Reale Britannica secondo il rito di Santa Romana Chiesa da quello tra la Regina Mary e Filippo II di Spagna avvenuto nel 1554". (il testo completo della mozione)

Successivamente hanno sottoscritto una ulteriore mozione per salutare il battesimo del primo figlio, Albert, notando "che fu il primo Membro della Famiglia Reale Inglese a venire battezzato come Cattolico dal 1688 e dallla cosiddetta Gloriosa Rivoluzione, quando Giacomo II venne cacciato dal Trono a e dal Paese a causa del battesimo del figlio, "the Old Pretender" (il testo completo della mozione)
 

 

Leopold il giorno del suo battesimo in braccio alla mamma, Donna Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic, accanto al papà Lord Nicholas Windsor (con in braccio il fratellino Albert) e al nonno, S.A.R. il Duca di Kent, primo cugino della Regina Elisabetta d'Inghilterra

Foto di famiglia al battesimo del piccolo Leopold Windsor dei Duchi di Kent, in braccio alla mamma, Lady Paola Windsor nata Paola Doimi de Lupis Frankopan Subic, accanto ai cugini, Duca e Duchessa di San Donato, Don Marco e Donna Silvia Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita

Una bellissima immagine di Lady Paola con il marito Lord Nicholas, insieme a Sua Santità Benedetto XVI, nel corso della storica visita del Papa nel Regno Unito nel settembre 2010.

 

Il barone Giovanni Lupis von Rammer 1813-1875

Un altro ramo, "slavizzò" il cognome in "Vuk -Vukic" o "Vukassinovich" (Lupo o Lupi in illirico), come si trova ripetutamente documentato. Trasferitosi poi a Fiume nel corso del XVIII secolo, ritradusse il cognome in Luppis, con il nobile Luca Luppis, marito della nobile Francesca Craglievich.

Giovanni Lupis negli anni giovanili

Tale ramo fu illustrato da Giovanni Luppis von Rammer o Lupis, inventore del siluro (nato a Fiume il 27 agosto 1813, morto a Milano l'11 gennaio 1875) , marito di Elisa dei baroni De Zotty, nominato perciò nobile col predicato "von Rammer" (affondatore) con diploma dato in Vienna il 1 agosto 1869 dall'Imperatore Francesco Giuseppe.

I Lupis dalmati ebbero due palazzi in Fiume, posti alle estremità del porto e, fino ai tempi recenti, furono armatori con una propria flotta.

Vedi:

Genealogia dei Lupis Dalmati

 

Il Busto del Capitano Barone Giovanni Lupis von Rammer in Palazzo Lupis, Grotteria

La Linea di Ferrara

Il Ramo di Ferrara, detto anche Luppis, si staccò dall'originario ceppo di Soragna con Antonio de Lupis di Soragna, che  si trasferì a Ferrara, dove risulta morto da un processo del 10 giugno 1556 (teste Marco della Chiesa, Archivio Rocca di Soragna (A:R:S:) Armadio 1 - XXI, 1, pag. 28.).  Matteo venne aggregato alla cittadinanza ferrarese nel 1619. Nel 1656 Caterina, figlia di Matteo Lupis, andava sposa al marchese Giovanni Constabile Estense, come risulta dalla documentazione relativa conservata nell'Archivio di Stato di Ferrara. (vedi)

"Attraverso la poesia di Ferrara", di Ferruccio de Lupis (Ferrara, 1880-1959), diplomatico, scrittore, poeta, artista e fotografo, protagonista della vita culturale ferrarese del '900

Intellettuale eclettico, poeta, pittore, critico e collezionista d'arte, il conte Ferruccio de Lupis o Luppis, nobile di Ferrara (Ferrara, 1880-1959) fu personaggio di grande spicco di questa linea della Casata. Fondò a Ferrara la Casa Editrice La Cisterna. Nel 1908 tenne in Polonia una serie di conferenze sull'arte italiana e tornò in patria con una moglie polacca, Wanda Maruschewska dei baroni Soldenhoff. Influenzato dal positivismo, fu condirettore nel 1901 del giornale L'educazione positiva; ma fu affascinato anche dall'estetismo dannunziano e si avvicinò poi al Futurismo; fu amico del poeta Corrado Govoni e del pittore Pietro Marussig. Intrapresa la carriera diplomatica, fu Console generale in Germania e Polonia, e venne nominato console d'Italia a Toulouse appena due mesi prima che l'Italia dichiarasse guerra alla Francia (10 giugno 1940), quando vennero richiamati in patria tutti i diplomatici in quel paese. Tra le sue molte opere, lasciò le sue memorie, La Diga: Pettegolezzi Umani E Diplomatici: memorie 1880-1959.

Antiporta del prezioso "in folio" Ab insomni non custodita dracone, Ferrara, l' opera più importante progettata, scritta ed editata da Ferruccio de Lupis, e dalla sua bottega d'arte "La Cisterna", nel 1921, insieme a un nome di grande eccellenza nella editoria d'arte di quegli anni, operoso a Milano: Alfieri & Lacroix, con molte tavole litografiche di Guido Marussig, dello stesso autore e di Carlo Parmeggiani, pittore liberty ferrarese, che si soffermano su monumenti simbolo della città ai quali è dedicato un commento sempre di scrittura ad alta tensione poetica dettato dal conte Ferruccio (collezione Duchi Lupis-Macedonio, Grotteria) (vedi: (C. Bassi, "Ab insomni non custodita dracone". Dentro la poesia di Ferrara. Ferruccio De Lupis e la grande impresa editoriale del 1921, in: "Ferrara. Voci di una citta", anno 12, nr. 22, giugno 2005).

La lapide posta dalla Società Dante Alighieri di Ferrara sulla facciata del rinascimentale Palazzo Luppis, in corso Giovecca a ricordo del conte Ferruccio

Questa linea si estinse nel XX secolo nella famiglia Ricci, dando origine ai Ricci-Luppis, oggi rappresentati dal conte Giorgio Ricci-Luppis, proprietario della splendida Villa Luppis a Pasiano di Pordenone, fondata su un preesistente convento di monaci Camaldolesi degli inizi dell'XI° Secolo. (Il sito di Villa Luppis). Un'altra linea fiorisce tutt'oggi nei discendenti di Primo Luppis, nobile di Ferrara.

Vedi:

Genealogia dei Lupis poi Luppis Nobili di Ferrara

 

 

La Linea Siciliana

  Stemma dei Lupis baroni del Carozziero di Ragusa, inquartato con quella della famiglia Pizzuto

All'alba del secolo XVI il ramo pugliese (vedi sopra) si diramò in due linee distinte,con i fratelli Paolo I (nobile messinese, nato nel 1549), Ferrante (morto nel 1595 senza figli, 1° barone di Castania e Cuzzoghieri in Calabria) e Vittorio (morto dopo il 1579) de Lupis Macrì, i quali discendevano dal capostipite Simeone attraverso Lupone, Goffredo, Nicola, Lorenzo, Goffredo II, Domenico, Blasio, Giovanni Antonio e Giovanni Domenico o Giandomenico I [che sposa donna Ortensia dei baroni Macrì]. 

Questi due fratelli Paolo I e Vittorio de Lupis Macrì fondarono le linee sicula e calabrese della famiglia. Dal summenzionato don Paolo de Lupis Macrì, attraverso Giuseppe (sp. donna Vincenza Spata) , Vincenzo Stefano, Gianbattista, Stefano II, Paolo II, discendono per linea diretta i fratelli Sebastiano e Giuseppe II Lupis di Ragusa in Sicilia. Il primo fu capitano di Giustizia a Ragusa nel 1765 e 1770 (sposato con la nob. donna Teresa Casa-Bertini dei baroni di Castel Vizzini) e il secondo venne investito del titolo di barone del Carrozziero il 1° aprile 1758. 

  Ritratto di Donna Barbara Pizzuto (1731-1767), baronessa del Carozziero, consorte di don Paolo Lupis

Don Sebastiano Lupis, 2° barone del Carroziero (morto nel 1770), Capitano di Giustizia di Ragusa, era figlio di don Paolo Lupis, barone del Carroziero "maritali nomine", con riconoscimento regio del 1756, avendo sposato donna Barbara Pizzuto (1731-1767), ultima baronessa del Carozziero della famiglia Pizzuto, che tramise il titolo in questo ramo dei Lupis [9].

  

Particolare del diploma di nomina a Capitano di Giustizia di Ragusa del 2° barone del Carozziero, don Sebastiano Lupis e Pizzuto

 

A sinistra: ritratto del sacerdote don Francesco di Paola Lupis dei baroni del Carozziero, parroco di San Giovanni di Ragusa (1776 - 1818) figlio di don Giuseppe Maria Lupis, 1° barone del Carozziero. A destra: ritratto del fratello, sacerdote don Salvatore Lupis dei baroni del Carozziero (1843), che gli successe come parroco del Duomo di Ragusa (San Giovanni)

(Roma, Collezione Molé-Lupis del Carozziero)

 

 

Da detto Sebastiano, attraverso Emanuele (sp. nob. D. Marianna Casa), e Gaetano (sp. nob. Donna Francesca Scròfani-Ottaviano) discendono gli attuali rappresentanti la linea di Ragusa in Sicilia, illustrata anche dall'ex Ministro della Marina Mercantile e del Turismo e Spettacolo, barone don Giuseppe Lupis del Carozziero (Ragusa, 28 marzo 1896 - 19 ottobre 1979), senza discendenza. Dal fratello, don Filipponeri Lupis del Carozziero (Ragusa, 1905), presidente dell'ENPALS, discendono gli attuali rappresentanti di questa linea, il VI barone del Carozziero, avvocato don Stefano Gaetano Giovanni Lupis (Roma, 1945), che ha avuto Filippo (1972), Andrea (1973), Giovanna (1985) e Francesca (1989).  

La linea diretta dei baroni del Carozziero di è estinta con donna Anna Lupis, 6a baronessa del Carozziero ( 21 ago 1892 + 14 lug 1968), figlia del 5° barone don Raffaele II Lupis Manenti, che sposò l'avvocato don Rosario Molè da Vittoria, la cui discendenza per linea femminile continua tutt'ora nella famiglia Molè-Lupis del Carozziero.

 

 Il barone del Carozziero, ministro don Giuseppe Lupis (Ragusa, 1896 - 1979)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il barone del Carozziero, ministro don Giuseppe Lupis (Ragusa, 1896 - 1979)

 

 

Vedi:

Genealogia dei Lupis di Ragusa, baroni del Carozziero

 

 

La Linea Calabrese

 

Particolare dalla Platea Generale dello Stato Carafa ... dove si cita in data "die sexto mensis februarii, septimae inditionis 1534" il "nobilis vir Hypolitus de Lupis de civitate Neocastri pro parte illustris domini Ioannis Baptistae Carraffae, marchionis marchionatus Castriveteris et comitis Agroptereae"[8]

 

Grotteria (RC) Processione di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi Lupis. Metà sec. XX

Grotteria (RC) Processione di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi Lupis. Foto della metà del sec. XX

Fu il marchese Ippolito de Lupis il primo a trasferirsi a Grotteria in Calabria dall'avita Giovinazzo nelle Puglie, proveniente da Nicastro-Amantea, al seguito del principe di Roccella don Giovanbattista Carafa, con l'incarico di Procuratore della famiglia Carafa e amministratore del vasto Stato Feudale degli stessi principi Carafa in Calabria Ulteriore

Ippolito venne poi raggiunto dal fratello, il 23° marchese don Giovanni Domenico o Giandomenico I de Lupis, che sposò a Grotteria donna Ortensia dei baroni Macrì. Dei loro tre figli maschi, Ferrante (che fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri) non ebbe discendenza, Vittorio proseguì la linea di Grotteria succedendo al fratello nella baronia di Castania e Cuzzoghieri e Paolo de Lupis Macrì si trasferì in Sicilia dove diede origine alla linea siciliana..

La discendenza del ramo calabrese da quello pugliese e l'origine comune dei vari altri rami trova autorevole conferma nel diploma dell'Imperatore Leopoldo d'Austria, citato più sopra, con le seguenti, significative, parole:

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«"Nunc igitur considerantes pervetustam tuam Horati de Lupis familiam ex Nobili Germanorum sanguine natam et ab immemorabili tempore viros toga, sagis, et sacerdotiorum infulis conspicuos in diversis Italia locis, Parma, Roma, Apuliumq(ue) Calabria, videlicet Patavij et precipui Bergomi progenuit..."

"... che la tua antichissima famiglia di Orazio de Lupis è nata dal nobile sangue dei Germani e che da immemorabile tempo ha generato uomini forniti di toga, di saio e di bende sacerdotali in diversi luoghi dell'Italia, cioè a Parma, a Padova, a Roma, così come in Puglia e in Calabria, e soprattutto a Bergamo")»

 

 

 

 

Stemma Lupis di Grotteria tratto da un antico stemmario manoscritto

(Archivio marchesi Lupis Crisafi, Siderno)

 Ritratto di Paolino Lupis Correale, anonimo, XVIII secolo

Ritratto del marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri, anonimo ritrattista del XVIII secolo, olio su tela, collezione marchesi Lupis, Grotteria

 

I Lupis di Grotteria furono anche, nel corso dei secoli, titolari di numerosi Juspatronati, cappellanie e benefici riservati ai nobili.

(vedi: A. Oppedisano, Cronistoria della Diocesi di Gerace, parte I, Gerace, 1932, pagg. 333-334, 336, 345, 475.)

 

 

In Grotteria:

 

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Juspatronato della Chiesa di San Giuseppe

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Beneficio di San Michele Arcangelo, nella parrocchia di S. Nicola de' Protonotaris, di patronato Lupis, poi Raso

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Beneficio del SS. Crocifisso nella Chiesa della Divina Carità, di patronato Lupis

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Beneficio del SS. Crocifisso nella Chiesa detta dell'Oratorio, fondato il 26 dicembre 1733 da D. Fortunato Lupis

 

In Siderno:

 

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Beneficio di S. Francesco di Assisi, nella Chiesa Matrice, di patronato Lupis.

Dal sopraddetto Vittorio de Lupis Macrì, [figlio del 23° marchese don Giovanni Domenico I (Giandomenico) e di donna Ortensia dei baroni Macrì], nipote di  Ippolito de Lupis, procuratore dei principi Carafa, fratello di Paolo I de Lupis Macrì, autore della linea siciliana (vedi sopra) e di Ferrante de Lupis Macrì (primo barone di Castania e Cuzzoghieri),  discendono quindi gli attuali rappresentanti il ramo calabrese della famiglia, stanziatosi a Grotteria (RC) che hanno aggiunto i cognomi dei duchi Macedonio di Grottolelle e dei principi Palermo di Santa Margherita, secondo la genealogia essenziale del ramo calabrese (non vi sono riportati gli ultrogeniti e le femmine):

 

23° marchese don Giovanni Domenico (Giandomenico) de' Lupis  

Suo fratello, il marchese Ippolito de Lupis, fu il primo a trasferirsi a Grotteria in Calabria dall'avita Giovinazzo nelle Puglie, proveniente da Nicastro-Amantea, al seguito del principe di Roccella don Giovanbattista Carafa, con l'incarico di Procuratore della famiglia Carafa e amministratore del vasto Stato Feudale degli stessi principi Carafa in Calabria UlterioreIppolito venne poi raggiunto dal  il 23° marchese don Giovanni Domenico o Giandomenico I de Lupis, che sposò in Grotteria donna Ortensia dei baroni Macrì. Dei loro tre figli maschi, Ferrante (che fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri) non ebbe discendenza, Vittorio proseguì la LINEA DI GROTTERIA, (di seguito), e Paolo de Lupis Macrì si trasferì in Sicilia dove diede origine alla LINEA SICILIANA (vedi )  

= ?

A1. 24° marchese don Vittorio de Lupis Macrì, fratello di Ferrante e Paolo e nipote di Ippolito 

[Ferrante de Lupis Macrì, (vedi A 2) morto senza figli nel 1595,  fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri,  due corpi feudali in territorio di Grotteria NON compresi nello Stato Feudale della famiglia Carafa)], 

= donna Elisabetta Correale degli antichi patrizi di Sorrento; della stessa famiglia di Marino Correale, conte di Terranova, Grotteria etc., figlia di don Antonio Marco (Marcantonio) Correale degli antichi patrizi di Sorrento e di donna Lucrezia dei baroni Romano, patrizi di Reggio Calabria.

 

B1. 25° marchese  don Paolo o Paolino II de Lupis Correale  (nato nel 1595) 2° barone di Castania e Cuzzoghieri per successione dello zio Ferrante, morto nel 1595.  [Da suo fratello, don Giovanni Domenico (Giandomenico) II de Lupis Correale, ha origine la linea detta de Lupis Campaccio, (vedi B 2)]

 

C1. 26° marchese don Domenico III Lupis (+ Grotteria dopo il 10-4-1695) 3° barone di Castania e Cuzzoghieri, notaio, stipula in Grotteria 1683-85

= donna  Francesca dei baroni Cannatelli 

 

D1. 27° marchese magnifico don Antonio Lupis e Cannatelli (m. 1708), 4° barone di Castania e Cuzzoghieri, Sindaco dei nobili di Grotteria nel 1710

=  donna Livia Palermo dei principi di Santa Margherita. , figlia dell'UJD barone don Onofrio Palermo di Santa Margherita,  Erario della Corte nel 1681 e Procuratore della Cappella di Sant'Onofrio nel 1716 e di donna Teresa Lanoja-Macedonio (o de la Noya oppure de l'Anoja) .(+ Grotteria 21-2-1750)

 

E1. 28° marchese don Fortunato I Lupis e Palermo di Santa Margherita (* Grotteria 1705, + ivi 26-11- 1773) 5° barone di Castania e Cuzzoghieri, fonda il giuspatronato della Cappella del SS.mo Crocefisso in Grotteria. Da un suo fratello (E 2.) discende l'abate Orazio Lupis

= donna Rosa Amato De Luna D’Aragona dei baroni della Corrjia di Badolato e di Amato, figlia di don Giuseppe Amato dei baroni di Amato; che ottiene il privilegio di unire la sua arma a quella dei de Luna d'Aragona per diritto ereditario, e di donna Giovanna dei conti Falletti Lamberti (* Grotteria, 1-5-1704, + ivi, 23-10-1802)

 

F1. 29° marchese don Orazio Il Filippo Giovanni Lupis e Amato de Luna d'Aragona (* Grotteria 16-7-1752, + ivi 1799) 6° barone di Castania e Cuzzoghieri; Governatore e Capitano di Giustizia di Siderno nel 1786 e 1787. Da un suo fratello, (vedi F 2.) derivano le linee Lupis-de Lupis e Lupis-Crisafi

= donna Giovanna de Manso dei marchesi di Villalago e baroni di Bisaccia, figlia di on Francesco Manso da Bancaleone, marchese di Villalago 1799, e di donna Rosa Infusini (* Grotteria 15-7-1736, + ivi 25-12-1788)

 

G1. 30° marchese don Isidoro Il (Maria Fortunato Francesco Antonio Vincenzo) Lupis e Manso Amato de Luna d'Aragona (* Grotteria 6-1-1781, + ivi 1853) 7° barone di Castania e Cuzzoghieri, DUCA DI GROTTOLELLE "maritali nomine"

donna Lauretana detta Lauretta Maria Pasqualina Macedonio di Poligori 8a baronessa di Poligori, 7a duchessa di Grottolelle figlia dell'UJD don Nicola Saverio Macedonio (di Grottolelle) 6° barone di Poligori; Vice Principe di Roccella nel 1790 e di donna Rosa dei baroni Ferrari-Spina di Mammola (* Grotteria 22-4-1797, + ivi 13-4-1838)

Diviene duchessa di Grottolelle a seguito della morte senza discendenza di don Francesco III Macedonio, 6° ed ultimo duca di Grottolelle  del ramo napoletano, nato a Napoli il 4 sett. 1783.  Donna Lauretana Macedonio, ultima discendente della linea agnatizia di Grotteria.

Infatti nelle clausole dell'investitura del titolo duca di Grottolelle, del Re Filippo IV di Spagna il 4 giu 1646, si stabiliva che il concessionario potesse sempre regolare la succesione con atto testamentario e tale successione venne infatti regolata, in base a quel privilegio, prima dell'abolizione della fedualità, dalla quale poteva emanare soltanto sul diritto successorio, con il testamento del 6° (e ultimo della linea napoletana) Duca di Grottolelle dal 1805, Don Francesco Macedonio e Berio di Salza (* Napoli 4-9-1783 + ivi 4-4-1834), che fissava la successione "in perpetuum" a favore della linea maschile primogenita, e in mancanza a favore della linea collaterale agnatizia maschile.
Successivamente, con clausola testamentaria aggiunta poco prima della morte, nel 1834,avendo avuto soltanto due figli morti in fasce, il duca istituiva unico erede del titolo di duca di Grottolelle la linea cugina di don Nicola Saverio Macedonio, (6° barone di Poligori in Calabria; Vice Principe di Roccella nel 1790) (1760 - aft 1834), rappresentante primogenito dell'unica linea agnatizia superstite dei Macedonio, essendosi tutte le altre estinte agli inizi dell'Ottocento, padre della succitata D. Lauretana Macedonio andata in sposa al march. D. Isidoro II Lupis, in favore della quale regolò la successione dei titoli dei Macedonio in perpetuum..
Alla sua morte il titolo ducale fu preteso, senza frutto, anche dai cugini de Regina.

Tutti i rami napoletani dei Macedonio si sono totalmente estinti nella prima metà dell'800. Solo superstite, il ramo dei baroni di Poligori di Grotteria, il cui ramo primogenito si è estinto nei marchesi Lupis, baroni di Castania e Cuzzoghieri, con la morte di donna Lauretana Macedonio e Ferrari-Spina, moglie del marchese don Isidoro Lupis e Manso.

 

H1. 31° marchese don Orazio III Lupis e Macedonio di Poligori (* Grotteria 10-12-1830) 8° barone di Castania e Cuzzoghieri, 8° duca di Grottolelle

= donna Clementina Guerrisi Floccari, Di antica famiglia di origine longobarda che godette nobilta' in Barletta, figlia di don Giovanni Guerrisi, avvocato, e di donna Rosa Floccari, degli antichi baroni di Rocca Imperiale (* Cinquefrondi, 1832)

 

I1. 32° marchese don Giovanni III Lupis e Macedonio Guerrisi (* Grotteria 3-3-1865, ivi 28-12-1936) 9° barone di Castania e Cuzzoghieri, 9° duca di Grottolelle. 

Da un suo fratello, Isidoro, derivano altre linee cadette.

= donna Dorotea Giuditta Giovanna Battistina Clotilde Palermo dei principi di Santa Margherita, baronessa di Martini, Ultima rappresentante dei Palermo di Santa Margherita, figlia del barone don Nicodemo II  Palermo di Santa Margherita e di donna Rosa (Diana Francesca Maria) Macedonio dei baroni di Poligori (* Gerace 2-3-1863, + Grotteria 24-6-1936)

A seguito della morte senza discendenza a Messina, il 13 novembre 1922, del 17° barone e 8° principe di Santa Margherita, don Tommaso III Palermo e Caronia,  il titolo di nobile dei principi di Santa Margherita e la successione del cognome erano  passati alla linea agnatizia di Grotteria, estintasi a sua volta con la morte di donna Dorotea (+1936).

 

J1. 33° marchese generale don Orazio IV Nicodemo Nicola Lupis e Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Grotteria, 23-5-1892, + Roma 2-2-1962) 10° barone di Castania e Cuzzoghieri, 10° duca di Grottolelle. Generale di Brigata ferito nella Guerra 1915-18, venne decorato con la Croce al Merito di Guerra, la Croce al Merito di Lungo Comando, la Croce d'oro per 40 anni di anzianità di servizio e la Legion of Merit Usa. Fu Comandante della Scuola Militare di Roma dal 1940 al '42, Capo Divisione al Ministero della Guerra dal 1940 al '46. Dal suo fratello secondogenito, Don Fedele, deriva una linea cadetta.

= Reggio Calabria, 15-12-1924, donna Giulia Franca Cipriani, dei patrizi di Nicotera, figlia di don Orazio nob. Cipriani,  patrizio di Nicotera; Giornalista; Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Silvestro; Commendatore della Corona d'Italia e di donna Clelia Francesca Paola nob. Minervini, da Mormanno (* Reggio Calabria, 18-6-1904, + ivi, 1993)

 

K1. 34° marchese ingegnere don Giovanni IV Giuseppe Maria Lupis e Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Roma 19-3-1928 + Scilla 25-12-2010) 11° barone di Castania e Cuzzoghieri, 11° duca di Grottolelle

= donna Marina Lebano Carucci dei baroni Del Mercato Pacelli di Leo Sanseverino 17a baronessa di Calvera e 12a duchessa di San Donato e Policastrello, figlia dell'avvocato don Raffaele Lebano del Mercato Pacelli di Leo Sanseverino e di donna Emilia Carucci Capone (* Salerno, 29-9-1930, + Pescara 25-6-2003)

 

L1.  Barone dott. don Orazio Raffaele Raimondo Rosario Lupis, Barone di Castania e Cuzzoghieri, Patrizio di Giovinazzo, (* Roma 28 lug. 1954), Dottore in Scienze Geologiche, geologo. Con atto pubblico, nel 1999 rinuncia alla successione Sanseverino, Macedonio e Palermo e alla cognomizzazione in favore del fratello Marco

=  Milano, Dottoressa Daria Giudici

        M1. don  Filippo Lupis (* Milano 11-3-1992)

 

L2. 35° marchese dott. don Marco Luca Lorenzo Rosario Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (Roma, 1960), 13° duca di San Donato e Policastrello, 12° duca di Grottolelle, 18° barone di Calvera, 12° barone di Castania e Cuzzoghieri, nobile del S.R:I., patrizio di Giovinazzo, nobile dei principi di Santa Margherita e Santo Stefano etc. 

Riconosciuto nei suoi diritti e titoli ed iscritto nel "Registro della Nobiltà Italiana - Register of Italian Nobility", nel Gennaio 2008, con i titoli di "Duca di San Donato, barone di Càlvera" etc, come risulta dalla "Rivista Nobiliare", Anno III, n. 1, pag. 6, dove si legge: 
"Sono stati iscritti nel Registro della Nobiltà Italiana i Signori: 
(omissis) 
Don Marco Luca Lorenzo Rosario Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, Duca di San Donato e Policastrello, Barone di Càlvera, Barone, Patrizio di Giovinazzo (per gli altri titoli vedi in precedenza) (Grotteria-Reggio Calabria) di Don Giovanni Giuseppe Maria e della Nob. Donna Marina Lébano Carucci Pacelli di Leo Sanseverino, Arma: "d'azzurro ai due lupi d'oro controrampanti che reggono un cuore di rosso".

 

 

 

"

Iscritto nell'Almanach de Saxe Gotha e nell' Almanach of de Holy Roman Empire.

Membro del Collegio Araldico dal 30 aprile 1990, Membro dell' Accademia Araldica Nobiliare Italiana, Socio Senatore (Categoria Nobiliare) dell'Istituto del Sacro Romano Impero dal 15 maggio 1989, Membro d'Onore del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa dal 13 ottobre 2008,  Membro d'Onore dell' Instituto Heraldico de Buenos Aires dal 12 dicembre 2008, Membro d'Onore dell' Academia Nacional de Heráldica de Colombia dal 18 dicembre 2008, Consigliere regionale per la Calabria dell'Associazione Medambiente. Dott. in lettere moderne, Giornalista, corrispondente, stringer e inviato speciale dall'Estremo Oriente per i maggiori giornali italiani (Panorama, Corriere della Sera, L'Espresso, La Repubblica etc.) e per la RAI-Radiotelevisione Italiana.

Dal 2005 è Presidente Onorario dell'Istituto Internazionale per lo Studio dei Ceti Dirigenti del Mediterraneo,che ha sede nell'antico Palazzo che tuttora appartiene alla sua famiglia.

Accolto nel CNE - Corpo della Nobiltà Europea in data 15 maggio 1989, con i titoli di Marchese (m), Barone di Castania e Cuzzoghieri (m), Patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna
Iscritto nel Registro della Nobiltà Italiana  con i titoli di Duca di San Donato e Policastrello (mpr), barone di Càlvera (mpr), barone (m), patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna

Con sentenza del Consiglio di Stato n. 515 del 3 giugno 1997 e successivi decreti del Ministro di Grazia e Giustizia in data 11 febbraio 1998 e 5 febbraio 2000, Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita è stato riconosciuto unico erede e autorizzato ad aggiungere ai propri il cognome delle famiglie Macedonio, duchi di Grottolelle etc. e Palermo, cognomizzando il predicato nobiliare dei principi di Santa Margherita etc,  "succedendo", recita la sentenza, "nel patrimonio storico e araldico di queste famiglie", dal che ne consegue il diritto a succedere nei titoli delle stesse famiglie. Con assenso e consenso anche da parte dell'ultimo discendente del ramo cadetto dei Macedonio, il nob. avv. don Vincenzino Macedonio Manferoce dei baroni di Poligori (* Roma, 7 lug 1950), resa mediante atto pubblico in data 16 settembre 1986, ed analoga rinuncia del fratello, Barone dott. don Orazio Lupis, Barone di Castania e Cuzzoghieri il quale, con atto pubblico, nel 1999 rinuncia alla successione e alla cognomizzazione in suo favore.

= (1°) Campione d'Italia (CO), 27 set. 1987, dott.ssa Silvia Elena Faletra 

= (2°) Mahe, Republic of, Seychelles, Tenuta di Anse Royale, 27 ott. 1999 nob. Silvia Ruspini, patrizia di Croglio (Canton Ticino, Svizzera), della famiglia del conte palatino, cavaliere Bartolomeo Ruspini.

 

M1. (ex. 1°) don Francesco Maria Nicodemo Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Milano, Italia, 25-3-1990) 

M2. (ex 2°) donna Caterina Giulia Marina Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Hong Kong, Hong Kong S.A.R., 25-4-2001)

M3. (ex 2°) don Alessandro Maria Nicodemo Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Catanzaro, Italia, 21-8-2004)

 

 

F2. magnifico UJD don Pasquale Pietro  Lupis e Amato de Luna d'Aragona barone di Castania e Cuzzoghieri, Governatore di Squillace e Viceconte di Condojanni  il 28  gennaio 1781. Da lui derivano i rami Lupis-de Lupis e Lupis-Crisafi.

1°) = donna Carmela (Francesca Geronima Rosa) Palermo di Santa Margherita (1757 - 1774) [senza figli]

2°) = donna Fortunata Saporito, da Bianco ( - 1829)

 

G2. (ex 2°) avvocato marchese don Giovanbattista Lupis e Saporito (1799 - 1877) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri. 

Da lui deriva la linea detta Lupis-de Lupis

=  donna Rosalia de Lupis Campaccio (1814 - ) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri Ultima della sua famiglia, discendente da don Giovanni Domenico de Lupis (vedi B 2).

G3. (ex 2°) don Fortunato II  Lupis e Saporito (1793 - 1859) barone di Castania e Cuzzoghieri.

Da lui deriva la linea Lupis-Crisafi

=  donna Francesca Crisafi (1796 - 1853) dei baroni di Linguaglossa, Fiumefreddo e Pancaldo. Ultima della sua famiglia

 

H 3. don Domenico Lupis Crisafi (1829 - 1880) dei baroni di Castania Cuzzoghieri e Linguaglossa, celibe,

Storico di Grotteria; Regio Ispettore agli Scavi e Monumenti

 

E2. magnifico don Pietro Lupis e Amato (Grotteria 1710 - Martone 1738) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri, si trasferisce a Martone (antico casale di Grotteria) per il suo matrimonio

= donna  Giovanna Parlà, figlia del nobile don Pietro Parlà e di donna Desiderata Infusini

 

F2. canonico abate don Orazio Lupis Parlà (* Martone 1737  + Catanzaro 14 giugno1816) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri; storico e poeta in Napoli, dove strinse profonda amicizia con gli esponenti del locale fermento illuminista, in special modo il Genovesi. Studiò a Gerace, sotto la guida dello zio materno, Giuseppantonio, canonico penitenziere della locale Cattedrale. Vestito l’abito chiericale, divenne sacerdote. Nel 1764, per affinare i suoi studi in cui era versato (lingue italiana, latina e greca, nonché retorica e teologia), passò a Napoli, dove conobbe, e si legò d’amicizia, con i letterati del tempo, tra cui appunto il Genovese e il Cavallari, e intraprese la carriera nel ramo della pubblica istruzione. Ottenuta per concorso la cattedra di Catechismo nel Regio Collegio di Catanzaro, si trasferì in quella città dove, nel 1776, partecipò al concorso per la cattedra di Storia, Cronologia e Geografia dello stesso Collegio, vincendolo e, nello stesso tempo, con dispaccio reale, gli fu conferita la nomina di Soprintendente e di Prefetto del medesimo Collegio. Nel 1802 pubblicò, a Napoli “Elementi di Cronologia Teoretico-Istorico-Pratica” e “Elementi di Storia, ossia Ristretto di un corso di Storia Universale” in sei volumi (della quale una edizione originale  si conserva presso i discendenti) dove l'ultimo tomo, intitolato "La Magna Grecia", ha avuto recentemente l'onore di una ristampa e lasciò inedito un “Saggio di Cosmogonia”. Lo storico martonese, fu socio di molte società letterarie e dell’Accademia Florimontana Vibonese. Morì a Catanzaro il 14 giugno 1816. Venne sepolto sotto il pavimento della Chiesa dei Cappuccini o della Morte di Catanzaro dove una lapide (oggi spostata e murata nella parete a destra dell'ingresso) ne ricorda ancora la sepoltura.
 

B2. marchese don Giovanni Domenico II de Lupis e Correale dei baroni di Castania e Cuzzoghieri; Sindaco di Siderno nel 1627 e 1628,

da cui la linea detta de Lupis Campaccio

=  1617, donna Vittoria dei conti Campaccio, ultima della sua famiglia, figlia del conte palatino Giovanni Luca Campaccio;

cavaliere dell'Ordine del Cristo; cavaliere aurato

 

A2. marchese don Ferrante de Lupis e Macrì, (morto senza figli nel 1595),  fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri, due corpi feudali in territorio di Grotteria NON compresi nella Contea della famiglia Carafa. A lui successe il nipote don Paolo II (Paolino)  de Lupis Correale, figlio del fratello don Vittorio de Lupis Macrì

 

A3. marchese don Paolo I de Lupis e Macrì (nato nel 1549).  CAPOSTIPITE DELLA LINEA SICILIANA. (vedi/see)

Si trasferisce in Sicilia, a Messina, dove viene ascritto a quella nobiltà. Successivamente i suoi discendenti si trasferiranno a Ragusa, proseguendo così la linea siciliana della famiglia, che erediterà il titolo di barone del Carozziero, feudo presso Lentini. 

Particolare della Pianta della contea di Grotteria nello Stato feudale dei principi Carafa       

Tomaso Rajola. Regio Ingegnere. 1778. Particolare della Pianta della contea di Grotteria nello Stato feudale dei principi Carafa

Nella pianta sono evidenziati (come recita la didascalia della carta): “in colorito cannella li feudi di Cuzzoghieri e Castania”,  dei Lupis di Grotteria, indicati quindi come indipendenti dallo Stato feudale dei Carafa.

 

Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona      Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona, (G 1.)Barone di Castania e Cuzzoghieri , nato a Grotteria (RC) il 6 gennaio 1781 e morto ivi nel 1853. Sposerà il 22 Feb 1816 sempre a Grotteria donna Lauretana detta Lauretta Maria Pasqualina Macedonio, 8a Baronessa di Poligori, che divenne la 7a Duchessa di Grottolelle a seguito dell'estinzione della linea napoletana dei duchi Macedonio.

Ritratto ad olio nella quadreria dei marchesi Lupis Macedonio, Grotteria. In alto a sinistra (per chi guarda) si può vedere una bella riproduzione dello stemma Lupis, con i due lupi controrampati su fondo azzurro che reggono un cuore rosso, mentre in basso a destra, sempre per chi guarda, si vede l'abituale "biglietto da visita" che ne indica il nome:

"A S(ua) E(ccellenza) il Sig. D. Isidoro Lupis, Grotteria." [14]

 

 

abate marchese don Orazio Lupis, storico e poeta (1736-1816)

Abate marchese don Orazio Lupis Parlà, storico e poeta (1736-1816)

Il 4 agosto 1580 la magnifica Ippolita de Lupis (sorella di Ippolito, procuratore dei Carafa) è presente insieme al marito, il notaio magnifico Giovanni Lorenzo Angilletta, alla stipula in Grotteria dei capitoli matrimoniali del figlio Giovanni Domernico Angilletta

L'abate don Orazio Lupis, (F 2. vedi genealogia) nato a Martone (antico casale di Grotteria) il 19 marzo 1736, morto a Catanzaro il 14 giugno 1816, fu storico e poeta in Napoli, dove strinse profonda amicizia con gli esponenti del locale fermento illuminista, in special modo il Genovesi. Studiò a Gerace, sotto la guida dello zio materno, Giuseppantonio, canonico penitenziere della locale Cattedrale. Vestito l’abito chiericale, divenne sacerdote. Nel 1764, per affinare i suoi studi in cui era versato (lingue italiana, latina e greca, nonché retorica e teologia), passò a Napoli, dove conobbe, e si legò d’amicizia, con i letterati del tempo, tra cui il Genovese e il Cavallari, e intraprese la carriera nel ramo della pubblica istruzione. Ottenuta per concorso la cattedra di Catechismo nel Regio Collegio di Catanzaro, si trasferì in quella città dove, nel 1776, partecipò al concorso per la cattedra di Storia, Cronologia e Geografia dello stesso Collegio, vincendolo e, nello stesso tempo, con dispaccio reale, gli fu conferita la nomina di Soprintendente e di Prefetto del medesimo Collegio. Nel 1802 pubblicò, a Napoli “Elementi di Cronologia Teoretico-Istorico-Pratica” e “Elementi di Storia, ossia Ristretto di un corso di Storia Universale” in sei volumi (della quale una edizione originale  si conserva presso i discendenti) dove l'ultimo tomo, intitolato "La Magna Grecia", ha avuto recentemente l'onore di una ristampa e lasciò inedito un “Saggio di Cosmogonia”. Lo storico martonese, fu socio di molte società letterarie e dell’Accademia Florimontana Vibonese. Morì a Catanzaro il 14 giugno 1816. Venne sepolto sotto il pavimento della Chiesa dei Cappuccini o della Morte di Catanzaro dove una lapide (oggi spostata e murata nella parete a destra dell'ingresso) ne ricorda ancora la sepoltura.

Lapide dedicata all'abate Orazio Lupis nella chiesa dei Cappuccini di Catanzaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 26 dicembre 1733 il magnifico don Fortunato Lupis (1705-1753) , (E 1. vedi genealogia) qualificato nobile nel catasto onciario di Sidemo del 1743, fondò il beneficio del SS. Crocifisso nella chiesa dell’Oratorio di Grotteria, che dotò largamente

don Pasquale Lupis (1753-1802), (F 2. vedi genealogia) dottore in utroque iure, governatore di Squillace, il 28 gennaio 1781 risulta vice conte (governatore baronale) di Condoianni.

don Orazio II Lupis (1752-1799), (F 1. vedi genealogia) fratello del precedente, fu nel 1787 governatore e giudice di Siderno.

don Fortunato II Lupis, (G 3. vedi genealogia) figlio di Pasquale, fu tra i fondatori, coi grado di oratore, della setta Carbonara di Grotteria

   L'avvocato don Domenico, del ramo Lupis-Crisafi, (H 3. vedi genealogia) fu storico e numismatico e scrisse la "Cronaca di Grotteria", pubblicata postuma.

 Ritratto dell'avvocato marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880

Ritratto dell'avvocato marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880), a destra il suo busto in Palazzo Lupis a Grotteria

 

La Piazza dove sorge Palazzo Lupis è intestata al Marchese

Domenico Lupis Crisafi, Storico e Numismatico (1829-1880)

 

 

 

     La Guardia Scelta di Pubblica Sicurezza don Giovanni Lupis dei baroni di Castania e Cuzzoghieri (1923 - 1944), medaglia d'argento al valor militare

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don Giovanni Lupis (Reggio Calabria 1923 - Roma 1944), dei baroni di Castania e Cuzzoghieri,  in serviziocome Guardia Scelta di Pubblica Sicurezza figlio di don Roberto Lupis Macedonio, fu partigiano e attivo membro della Resistenza romana e venne insignito della medaglia d'argento al valor militare alla memoria. Arrestato dai nazisti, fu incarcerato nel comando della Gestapo in Via Tasso a Roma, dove fu torturato per estorcergli i nomi degli altri partigiani. Ma Giovanni Lupis si rifiutò di collaborare. Per questo il 3 Giugno del 1944, quando gli Alleati stavano ormai per entrare nella Capitale, insieme ad altri prigionieri venne fucilato a Forte Bravetta, luogo divenuto tristemente noto a causa delle esecuzioni di molti patrioti italiani, per ordine del comandante della Gestapo di Roma, Herbert Kappler. Oggi una via di Reggio Calabria porta il suo nome.

 

    Il Generale Marchese don Orazio VI Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (1892-1962)

Il generale marchese don Orazio VI Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita (Grotteria, 1982- Roma, 1962),  (J 1. vedi genealogia) Generale di Brigata ferito nella Guerra 1915-18, venne decorato con la Croce al Merito di Guerra, la Croce al Merito di Lungo Comando, la Croce d'oro per 40 anni di anzianità di servizio e la Legion of Merit Usa. Fu Comandante della Scuola Militare di Roma dal 1940 al '42, Capo Divisione al Ministero della Guerra dal 1940 al '46. Come comandante di Reggimento nella zona di Pontecagnano (Salerno) dal 1943 al '45, agì da responsabile per l'Esercito Italiano dell'Operazione Avalanche che portò allo sbarco degli Alleati anglo-americani. Per questa sua attività viene ricordato nelle Memorie del generale americano Mark Wayne Clark [5], che comandava il versante alleato dell'operazione.

Per i suoi meriti venne anche creato commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia e cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

 

Il marchese generale don Orazio Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita con S.M. Umberto II di Savoia, ultimo Re d'Italia.

 

 

Il marchese generale don Orazio Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (secondo da destra), con il duca di Bergamo, Adalberto di Savoia-Genova (secondo da sinistra) in una foto ufficiale autografata

 


A Grotteria il Palazzo dei Lupis, risalente al XIV secolo, si trova in piazza Matteotti, già piazza
Domenico Lupis Crisafi.

Scorcio della Biblioteca di Palazzo Lupis a Grotteria (RC)

 

La nobiltà dei Lupis di Grotteria è stata riconosciuta tra gli altri anche dall'Ordine di Malta (S.M.O.M.) che ammise il loro quarto alle Prove di Nobiltà della nobile Donna Maria Teresa Scaglione in Ramirez (n. 1926), dama di Onore e Devozione dello S.M.O.M.
I quattro quarti provati dalla suddetta, ciascuno per la nobiltà duecentenaria sono: SCAGLIONE per l'avo paterno, RAMIREZ per l'ava paterna,
LUPIS (Lupis-Crisafi) per l'avo materno e DEL POZZO per l'ava materna.

 

Busto del Marchese avv. Giovanbattista Lupis (1799 - 1877), Palazzo Lupis, Grotteria

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La famiglia Lupis è iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana,

(cenno storico nell'Edizione XIX, volume 20, pagg. 1807-1813)

nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Italiane ed Europee, a partire dalla XIII edizione 

nell' Elenco dei Titolati Italiani e nell' Annuario della Nobiltà Italiana, edizione 2006

La Famiglia è iscritta nel Registro della Nobiltà Italiana con i titoli di Duca di San Donato e Policastrello, barone di Càlvera, barone, patrizio di Giovinazzo e il trattamento di Don e Donna[3]..

L'Arma dei Lupis, "d'azzuro ai due lupi d'oro controrampanti che reggono un cuore di rosso" , è registrata nel Blasonario Generale Italiano

Con verbale del 15 maggio 1989 è stata accolta nel C.N.E. (Corpo della Nobiltà Europea) con i titoli di 

marchese (m.) barone di Castania e Cuzzoghieri (m.), patrizio di Giovinazzo (m.) e il trattamento di Don e Donna.

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La Casata Lupis nei principali repertori nobiliari italiani

 

    I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33, del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

 Il Cenno storico completo della Casata Lupis nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013, del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

  I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani

  I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee

 I Lupis nella Rivista Araldica

   I Lupis nell'Annuario della Nobiltà Italiana (nuova serie)

"Collage" grafico dei vari rami della Casata Lupis riportati
nella Nuova Serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana
 

 

 

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La residenza: Visita virtuale di Palazzo Lupis - de Luna d'Aragona a Grotteria

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I Lupis nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

I Lupis nella Rivista Araldica

I Lupis nell' Elenco dei Titolati Italiani

I Lupis nell' Annuario della Nobiltà Italiana

 
Fonti Archivistiche e Bibliografiche

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Vedi: Lombardi F. , Notitie istoriche della città e vescovi di Molfetta, Napoli, 1703, pag. 35 (rist. anast. Forni, Bologna)

Massilla V. Cronaca sulle famiglie nobili di Bari, Napoli, a881, pag. 91 (rist. anast. Forni, Bologna)

Lupis A. Il Postiglione di Antonio Lupis, Venezia, 1696, pag. 123

 

 

 

NOTE:

 

1   Vedi: Lombardi F. , Notitie istoriche della città e vescovi di Molfetta, Napoli, 1703, pag. 35 (rist. anast. Forni, Bologna)

Massilla V. Cronaca sulle famiglie nobili di Bari, Napoli, a881, pag. 91 (rist. anast. Forni, Bologna)

Lupis A. Il Postiglione di Anotnio Lupis, Venezia, 1696, pag. 123

  1. vedi: Hail and farewell to Eagle Eye: General Mark Wayne Clark, a cura di Michael Angelo Musmanno

  2. vedi: Anna Maria Vacca Volpicella, Giovinazzo tra realtà e memoria, pag. 95 ed anche la lettera del Sig. Antonio Lupis al Sig. Antonio Paglia, nell'opera di Antonio Lupis La Valige Smarrita, Venezia, 1666, in cui si dimostra che il Paglia aveva ordinato a don Luigi Sagarriga , plagiato, di scrivere la vita del beato Nicola da Giovinazzo identificandolo come un membro della famiglia Paglia, appunto, e non della famiglia Lupis quale era.

  3. Gli eventi miracolosi legati a Caterina Lupis e alla Madonna di San Gallo, vennero riconosciuti ufficialmente dal Vaticano e sono riportati nell'opera Storia della Madonna Miracolosa e del Santuario della Costa di San Gallo', scritta dal sacerdote Luigi Traini, Rettore di San Gallo, nel 1891, ristampata nel 1984 a cura della Curia Vescovile di Bergamo.

  4. vedi: Naymo V. - Uno stato feudale nella Calabria del Cinquecento. La Platea di Giovan Battista Carafa marchese di Castelvetere e conte di Grotteria (1534), Gioiosa Jonica 2004. Pagg. XX, 7 e 11

  5. vedi:  Sortino Trono, I conti di Modica etc., "Carozziero: Terre in contrada di Melilli sulle quali otteneva il titolo baronale il siracusano Didaco Ricon de Astorga, barone d'Ogliastro nel 1639. Furono baroni del Carozziero il di lui figlio manuele nel 1678 e il figlio di questi Francesco Ricon de Astorga, il quale lo vendette a Vincenzo Pizzuto da Siracusa il 19 luglio 1683", Pag. 265

  6. vedi:  Successione della proprietà di Palazzo Lupis in Grotteria ed estinzione delle nobili famiglie de Luna d'Aragona, Amato, Manso e Infusini nei Lupis: tavola genealogica

  7. vedi: Testamento del reverendo sacerdote e parroco di San Giorgio, don Giovan Battista Amato

  8. vedi: Successione del titolo di duca di San Donato e barone di Calvera dai Sanseverino ai Lupis (english version here)

  9. Il ramo detto LUPIS-de LUPIS, per l’estinzione in esso della famiglia CAMPACCIO, avvenuta con la morte della contessa donna VITTORIA CAMPACCIO, figlia del conte palatino GIANLUCA, andata sposa al marchese GIANDOMENICO de LUPIS di Grotteria (morto nel 1635), ha ereditato il titolo di Conte palatino (1640), mentre per l’estinzione della famiglia PASQUALINO, avvenuta con la morte di donna GIOVANNA PASQUALINO, dei baroni della Torre e della Rocchetta, patrizi di Venezia e di Bari, ha ereditato anche questi titoli. Tale ramo e’ oggi rappresentato dai marchesi BASILIO LUPIS (di Pasquale), DOMENICO E RAFFAELE LUPIS (di Giovanbattista), DOMENICO LUPIS (di Oreste), DOMENICO LUPIS (di Antonio) i quali, ai titoli gia di spettanza dei LUPIS di Grotteria - marchese, conte palatino, barone di Castania e Cuzzoghieri, patrizio di Giovinazzo e nobile del Sacro Romano Impero – a quelli per successione de Luna d’Aragona - signori feudali di Grotteria, Siderno e terre annesse e di meta’ del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica) - e a quelli per successione Amato - baroni della Corrija di Badolato e di Amato, patrizi di Amantea -   aggiungono i titoli di barone della Torre, barone della Rocchetta, patrizio di Venezia, patrizio di Bari (per successione Pasqualino) e un ulteriore titolo di Conte Palatino (per successione Campaccio) (m).

    Il ramo detto LUPIS CRISAFI, per l’estinzione in esso della famiglia dei baroni CRISAFI, baroni di Linguaglossa (1392), Fiumefreddo e Pancaldo (1595), patrizi di Messina, avvenuta con la morte di donna FRANCESCA CRISAFI andata sposa al marchese FORTUNATO LUPIS SAPORITO (1796-1859), ha ereditato i suddetti titoli. Tale ramo è oggi rappresentato dai marchesi FORTUNATO LUPIS CRISAFI (di Domenico), GIOVANBATTISTA e ISIDORO (di Fortunato) i quali, ai titoli gia di spettanza dei LUPIS di Grotteria - marchese, conte palatino, barone di Castania e Cuzzoghieri, patrizio di Giovinazzo e nobile del Sacro Romano Impero, a quelli per successione de Luna d’Aragona - signori feudali di Grotteria, Siderno e terre annesse e di meta’ del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica) - e a quelli per successione AMATO - baroni della Corrija di Badolato e di Amato, patrizi di Amantea - aggiungono quelli di barone di Linguaglossa, Pancaldo e Fiumefreddo, patrizi di Messina, per successione CRISAFI (m).

  10. Il marchese don Isidoro Lupis venne battezzato il giorno della nascita, come recitano i registri dei battesimi della parrocchia di San Nicola a Grotteria, al foglio 139 con i nomi di Isidoro Maria Fortunato Francesco Antonio Vincenzo, nato dal marchese Dr. don Orazio LUPIS Amato 6° barone di Castania e Cuzzoghieri; Governatore e Capitano di Giustizia di Siderno nel 1786 e 1787, figlio di D. Fortunato e D. Rosa Amato) e dalla sign. D. Giovanna Manso dei marchesi di Villa (figlia di D. Francesco e D. Rosa Infusini)

  11. Nelle clausole dell'investitura del titolo ducale di Grottolelle, del Re Filippo IV di Spagna il 4 giu 1646, al primo concessionario, don Scipione I Macedonio, si stabiliva che il concessionario potesse sempre regolare la succesione con atto testamentario e tale successione venne infatti regolata, in base a quel privilegio, prima dell'abolizione della fedualità, dalla quale poteva emanare soltanto sul diritto successorio, con il testamento del 6° (e ultimo della linea napoletana) Duca di Grottolelle dal 1805, Don Francesco III Macedonio e Berio di Salza (* Napoli 4-9-1783 + ivi 4-4-1834), che fissava la successione "in perpetuum" a favore della linea maschile primogenita, e in mancanza a favore della linea collaterale agnatizia maschile. Successivamente, con clausola testamentaria aggiunta poco prima della morte, nel 1834, avendo avuto soltanto due figli morti in fasce, il duca istituiva unico erede del titolo di duca di Grottolelle il cugino don Nicola Saverio Macedonio, (1760 - aft 1834) (6° barone di Poligori in Calabria; Vice Principe di Roccella nel 1790), rappresentante primogenito dell'unica linea agnatizia superstite dei Macedonio, essendosi tutte le altre estinte agli inizi dell'Ottocento.

    Solo superstite,dunque, il ramo dei Macedoni baroni di Poligori di Grotteria, il cui ramo primogenito si è a sua volta estinto nei marchesi Lupis, baroni di Castania e Cuzzoghieri, con la morte di donna Lauretana Macedonio e Ferrari-Spina, moglie del marchese don Isidoro Lupis e Manso (vedi nota 14).

    Alla sua morte il titolo ducale fu preteso, senza frutto, anche dai cugini de Regina

    16  L'ultimo Duca, Marco Lupis è stato riconosciuto nei suoi diritti ed iscritto nel "Registro della Nobiltà Italiana - Register of Italian Nobility", nel Gennaio 2008, con i titoli di "Duca di San Donato, barone di Càlvera" etc, come risulta dalla "Rivista Nobiliare", Anno III, n. 1, pag. 6, dove si legge:
    "Sono stati iscritti nel Registro della Nobiltà Italiana i Signori:
    (omissis)
    Don Marco Luca Lorenzo Rosario Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, Duca di San Donato e Policastrello, Barone di Càlvera, Barone, Patrizio di Giovinazzo (per gli altri titoli vedi in precedenza) (Grotteria-Reggio Calabria) di Don Giovanni Giuseppe Maria e della Nob. Donna Marina Lébano Carucci Pacelli di Leo Sanseverino, Arma: "d'azzurro ai due lupi d'oro controrampanti che reggono un cuore di rosso"."

 

: Fonti Archivistiche e Bibliografiche

Collegamenti esterni

bulletI Lupis tra le Famiglie nobili di Grotteria
bulletI Lupis nel sito I Casati del Sud
bulletI Lupis nel sito sui Nobili Napoletani
bulletI Lupis su Aristopedia
bulletI Lupis nell'Almanach de Saxe Gotha
bulletI Lupis nell' Almanach of de Holy Roman Empire

 

 

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Contacts and suggestions

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

 


Antonio Lupis
 "Antonio Lupis letterato Italiano. Traduttore del Libro di Geremia. Visse nel secolo XVII - Molfettese"


Diploma di Leopoldo
L'imperatore del Sacro Romano Impro crea conti palatini Giulio e Orazio Lupis


Albero dei nobili Lupis di Molfetta
Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie

 

marchese don Paolino Lupis Correale

Ritratto del marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri

 


marchese don Domenico Lupis Crisafi
Ritratto dell'avvocato marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880), storico e numismatico


conte Giovanni Antonio Lupis di Bergamo
Ritratto del conte Giovanni Antonio de' Lupis di Bergamo detto ''Il Farinata''


marchese abate don Orazio Lupis
 storico e poeta (1736-1816)

 

Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte

della Biblioteca Nazionale di Napoli,

manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637

 

 

Stemma Lupis di Grotteria tratto

da un antico stemmario manoscritto

(Archivio marchesi Lupis Crisafi, Siderno)

 

marchese don Isidoro Lupis Amato de Luna d'Aragona

1781 - 1853

Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona, 7° barone di Castania e Cuzzoghieri

 

Palazzo Lupis Giovinazzo
Il duecentesco palazzo della famiglia Lupis a Giovinazzo (BA), in cui nacque il poeta Bisanzio Lupis

 


Palazzo Lupis Grotteria
 Processione di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi Lupis. Foto della metà del sec. XX


marchese Generale don Orazio Lupis Macedonio
Il generale marchese don Orazio VI Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (1892-1962)


Il Serafino di Cantalice di Antonio Lupis
Frontespizio dell'edizione del 1672, Collezione biblioteca marchesi Lupis, Grotteria

 

Palazzo Lupis Grotteria

Il portale del Palazzo dei marchesi Lupis-de Luna d'Aragona secolo XVI

 


stemma dei marchesi Lupis Grotteria
 

Carta del Feudo di Castania

Tomaso Rajola. Regio Ingegnere. 1778. Particolare della Pianta della contea di Grotteria

Il feudo di Castania intestato ai Lupis fin dal XVI secolo

 

Albero genealogico dei Lupis di Gravina

per  il Beneficio del SS. Nome di Gesù di Gravina, 1645

 

Decreto Capitolare n. 901 del Cronista Rey de Armas

del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa

 

Stemma Lupis nel Blasonario Generale Italiano

 

   

I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

Il Cenno storico completo della Casata Lupis

nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

 

I Lupis nella Rivista Araldica

“Note per una storia della famiglia Lupis”, del conte, prof. Franz von Lobstein, balì del S. M. Ordine di Malta, 1986

 

I Lupis nella Rivista Nobiliare

 

I Lupis nell'Annuario della Nobiltà Italiana

"Collage" fotografico dei vari rami della Casata Lupis riportati

nella Nuova Serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana

 

I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani

I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee

 


stemma dei marchesi Lupis Grotteria

 

Ritratto di Mons. Gaetano Lioy - Lupis, opera di Liborio Romano, Chiesa del Purgatorio, Molfetta


Antonio Lupis
 "Antonio Lupis letterato Italiano. Traduttore del Libro di Geremia. Visse nel secolo XVII - Molfettese"
 


Diploma di Leopoldo
L'imperatore del Sacro Romano Impro crea conti palatini Giulio e Orazio Lupis
 

 

Stemma Lupis nel Blasonario Generale Italiano

 

Decreto Capitolare n. 901 del Cronista Rey de Armas

del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa

 

   

I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

Il Cenno storico completo della Casata Lupis

nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

 


Albero dei nobili Lupis di Molfetta
Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie

 

marchese don Paolino Lupis Correale

Ritratto del marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri

 


marchese don Domenico Lupis Crisafi
Ritratto dell'avvocato marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880), storico e numismatico
 


conte Giovanni Antonio Lupis di Bergamo
Ritratto del conte Giovanni Antonio de' Lupis di Bergamo detto ''Il Farinata''
 


marchese abate don Orazio Lupis
 storico e poeta (1736-1816)

 

marchese don Isidoro Lupis Amato de Luna d'Aragona

1781 - 1853

Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona, 7° barone di Castania e Cuzzoghieri

 

Palazzo Lupis Giovinazzo
Il duecentesco palazzo della famiglia Lupis a Giovinazzo (BA), in cui nacque il poeta Bisanzio Lupis

Capitano barone Giovanni Lupis von Rammer

Inventore del siluro


Palazzo Lupis Grotteria
 Processione di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi Lupis. Foto della metà del sec. XX
 


marchese Generale don Orazio Lupis Macedonio
Il generale marchese don Orazio VI Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (1892-1962)
 


Il Serafino di Cantalice di Antonio Lupis
Frontespizio dell'edizione del 1672, Collezione biblioteca marchesi Lupis, Grotteria

 

Palazzo Lupis Grotteria

Il portale del Palazzo dei marchesi Lupis-de Luna d'Aragona secolo XVI

 

Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte

della Biblioteca Nazionale di Napoli,

manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637

 


stemma dei marchesi Lupis Grotteria
 

Carta del Feudo di Castania

Tomaso Rajola. Regio Ingegnere. 1778. Particolare della Pianta della contea di Grotteria

Il feudo di Castania intestato ai Lupis fin dal XVI secolo

 

Albero genealogico dei Lupis di Gravina

per  il Beneficio del SS. Nome di Gesù di Gravina, 1645

 

Donna Diana Macedonio dei duchi di Grottolelle, baroni di Poligori

 

   

I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

Il Cenno storico completo della Casata Lupis

nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,

del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

I Lupis nella Rivista Araldica

“Note per una storia della famiglia Lupis”, del conte, prof. Franz von Lobstein, balì del S. M. Ordine di Malta, 1986

 

I Lupis nella Rivista Nobiliare

 

I Lupis nell'Annuario della Nobiltà Italiana

"Collage" fotografico dei vari rami della Casata Lupis riportati

nella Nuova Serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana

 

 

I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani

I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee

 

Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte

della Biblioteca Nazionale di Napoli,

manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637

 


stemma dei marchesi Lupis Grotteria

 

Ritratto di Mons. Gaetano Lioy - Lupis, opera di Liborio Romano, Chiesa del Purgatorio, Molfetta