| La Casata dei Lupi |
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INDICE
La Stirpe INDICE GENERALE
2 L'investitura dell'Imperatore del Sacro Romano Impero
6 Rappresentanti odierni della famiglia
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Stirpe Luporum News/aggiornamenti: scheda aggiornata della Casata Lupis di Grotteria nella nuova edizione del Libro d'oro della nobiltà italiana
La famiglia Lupis (o Lupi o Luppis, a volte preceduti dal prefisso "de") è un'antica nobile casata italiana di probabili origini franco-germaniche. Nel corso dei secoli la famiglia si è diramata in varie parti d'Italia. Tra i rami più celebri ricordiamo i marchesi di Soragna. Lo stemma usato anticamente dalla casata (arma originaria) era "d'azzurro al lupo d'oro rampante, accompagnato nel canton destro del capo da una rosa di rosso".
Stemma Lupis Macedonio Palermo Crisafi nell'androne di Palazzo Lupis a Grotteria (RC) Cinice quid vagaris? / Extingue facem et siste/ Hominem invenisti clarissimum luce sua / Juro in homine uno NICHOLAO FRANCISCO / Tot homines quot scientiae / Ne mireris/ Feret propria quaeque tellus / Vel milites, vel doctores / Praeceteris / Teologos, Philosophos, in jure et medicina peritos / Dominum NICHOLAUM qui vere phoenix ingeniorum/ Anno 1628 / Ut comunis esset urna et honor / Quibus comunis extiterat virtus / Militiae litterarum / Cineres totius suae cognationis LUPORUM recoligens / Sibimet posuit monumentum et atavis.
Epigrafe dal sarcofago del marchese Vito Giacomo Lupis. Chiesa di S. Nicola di Gravina in Puglia. |
«creare segretari, notai e giudici, di legittimare naturali, bastardi, spuri, manseri, illegittimi, incestuosi, di istituire tutori e curatori, di nominare dottori in medicina e filosofia, di concedere ed elargire alle persone rispettabili stemmi e armature.» |
Questo lunghissimo diploma poi (oltre 30 pagine) presenta alcune caratteristiche particolari. Si apre con 3 pagine dedicate ad una sorta di "excursus" genealogico sulla casata dei Lupis, con una elencazione dettagliata dei personaggi che in ogni tempo la hanno illustrata e delle loro gesta, introdotta da una significativa dichiarazione circa l'origine "germanica" del loro sangue
«“... de Lupis familiam ex Nobili Germanorum sanguine natam ...”» | |
riferendosi proprio alla loro provenienza da quelle regioni attualmente nel Nord della Francia - da cui proveniva San Lupo di Troyes (nativo di Ieul, vicino a Metz)- ovvero la Lorena e l'Alsazia, a quei tempi considerate terre dei "Germani",
L'origine "Germanica" della famiglia viene affermata anche da un'altra genealogia settecentesca manoscritta, "Genealogia Nobilis et Inclite Luporum Familiae e Germania in Italiam Traductae - Compendiosa Bergomensium Luporum narratio ab anni 1164 usque ad annum 1724", conservata nell'archivio della Rocca di Soragna, in copia presso l'archivio dei Duchi Lupis-Macedonio.
Ma il diploma imperiale leopoldino sancisce soprattutto in modo formale e definitivo (trattandosi di un atto pubblico ufficiale e non privato) la comune origine dei diversi rami della casata, ovvero di quello di Parma (Soragna) di Bergamo (cui appartenevano I beneficiati Orazio e Giulio de Lupis) di Padova (da cui venne la famiglia Lupis o Lupati), di Puglia (il ramo di Giovinazzo) e di Calabria (il ramo di Grotteria), con queste parole:
«"Nunc igitur considerantes pervetustam tuam Horati de Lupis familiam ex Nobili Germanorum sanguine natam et ab immemorabili tempore viros toga, sagis, et sacerdotiorum infulis conspicuos in diversis Italia locis, Parma, Roma, Apuliumq(ue) Calabria, videlicet Patavij et precipui Bergomi progenuit..." "... che la tua antichissima famiglia di Orazio de Lupis è nata dal nobile sangue dei Germani e che da immemorabile tempo ha generato uomini forniti di toga, di saio e di bende sacerdotali in diversi luoghi dell'Italia, cioè a Parma, a Padova, a Roma, così come in Puglia e in Calabria, e soprattutto a Bergamo")» | |
Il diploma ricorda inoltre i feudi parmensi della famiglia (il marchesato di Soragna) e quelli bergamaschi (nella Valle di Gandino):
«"Infatti sappiamo che ciò fu tramandato da documenti delle storie e da altri di antica memoria, che cioè una volta la tua gente dei Lupi ottenne il feudo del Marchesato di Soragna (...)" "e risplende anche oggi per il possesso dei feudi sotto il dominio veneto nella valle di Gandino" "... (historiarum aliisq(ue) antiquae memoriae documentis traditum, quod olim tua Luporum gens Soragni Marchionatus feudum obtinuerit (...) feudorum in Veneta ditione(o dicione?) in Gandini Valle possessione hodiernum splendes")» | |

Rocca di Soragna (PR) Stemma dei Marchesi de' Lupis
(foto per gentile concessione del sito nobili-napoletani.it)
Risulta molto interessante notare che il feudo di Soragna della famiglia de' Lupis poi Meli Lupi, ha ricevuto nel corso dei secoli continue riconferme del suo status di Feudo Imperiale, indipendente dai sovrani che di volta in volta governarono lo Stato Parmense, in quanto invece dipendente direttamente dall'Imperatore, appunto. Il che garantiva (e garantirebbe fino a i nostri giorni, in teoria) la sostanziale indipendenza del piccolo Stato di Soragna che potrebbe, sempre in linea teorica, venire invocata persino nei confronti dell'attuale Stato Italiano, poiché Soragna non venne inserito, a suo tempo, tra i molti Principati soppressi dalla Restaurazione ed inglobati negli Stati Preunitari che diedero poi origine al Regno d'Italia.
A riprova di tale eccezionale Status Sovrano concesso alla famiglia, i Lupis di Soragna hanno sempre esercitato nel corso dei secoli e fino ad epoca recente, i diversi diritti legati a questa condizione, tra gli altri quello di battere moneta, amministrare la giustizia etc.
Lo Scudo d'oro di Soragna rappresenta oggi un'autentica rarità numismatica, molto ricercato dai collezionisti internazionali, ed anche nel Museo della Rocca se ne conservano ormai solo alcuni esemplari. Mentre a testimonianza dell'antico potere sovrano della famiglia nel feudo, resta la bellissima Sala del Trono della Rocca. La moneta misura 22 mm. di diametro e reca sul dritto lo stemma della famiglia con le seguenti parole: NICOLaus MARCHIO MELOLUPI/Sacri Romani Imperii PRINCeps SORANEAE/MAGNUS HISPaniarum, e sul rovescio l'aquila bicipite imperiale contornata dalle parole SUB PROTECTIONE CESAREA 1731.
Un esemplare dello scudo d'oro di Soragna conservato nell'archivio della Rocca
Di particolare importanza per la storia del feudo e della casata è la nomina di Giampaolo IV a principe del Sacro Romano Impero con il trattamento di Altezza Serenissima, con privilegio dato da Vienna il 4 agosto 1709, dall'imperatore Giuseppe I. In esso si dichiara esplicitamente che Soragna era:
«"a nullo nisi ab Imperatoribus Sacro Romano Imperio dependens"» | |
ovvero " soggetta a nessuno se non all'Imperatore del Sacro Romano Impero". In questo modo Soragna ebbe ulteriore conferma della sua condizione di stato autonomo, con diritto di battere moneta in qualsiasi metallo; e si sottrasse al predominio spagnolo ed alle mire egemoniche dei Farnese.

Stemma della famiglia Lupis
Recita il volume X (edizione del 1939) del Libro d'oro della nobiltà italiana, a pag. 191
«"... si divisero i Lupi in varie linee che si sparsero per differenti regioni: quella di Parma (estinta nei Meli) fu feudataria di Soragna fin dal secolo XII; una è tuttavia fiorente in Piemonte, - altra della Dalmazia ... ebbe dignità marchionale, e di quelle che presero dimora negli stati della Chiesa, una si spense in Tivoli ed alcune, per ragioni diverse, trasformarono l'originario casato in Lupati, Luparini, Lupis, Luppis etc...”.» | |
I Lupis in ogni tempo diedero alla Chiesa presuli e beati.
don Marino Lupis, del ramo di Molfetta, fu vescovo di quella città | |
Padre Domenico Lupis, priore dell'ordine dei Celestini, nel 1656 fu creato arcivescovo di Conza, in Campania | |
Il beato fra’ Nicolò o Nicola Lupis da Giovinazzo (Giovinazzo 1197-Perugia 1256), per secoli erroneamente considerato appartenente alla famiglia Paglia. [6]\ | |
La beata Caterina Lupis, andata sposa al nobile Martino Montini in San Giovanni Bianco, che il 4 aprile 1492, pregando dinnanzi ad una immagine della Vergine a lei molto cara posta sopra il suo letto, si accorse che andava macchiandosi di sangue. A conferma del fatto si ebbero subito numerose guarigioni prodigiose mentre il quadro miracoloso, trasportato per ben tre volte nella Chiesa Parrocchiale, ritornò prodigiosamente nella casa della beata Caterina Lupis, sita nella località che, dal nome della famiglia che la possedeva, veniva detta Costa de' Lupis, oggi Costa San Gallo. Oggi i pellegrini si recano al Santuario Mariano di Costa San Gallo, edificato dove sorgeva la casa di Caterina Lupis, e dove l’immagine miracolosa della Madre di Gesù continua a dispensare grazie e favori ai devoti che salgono al Santuario e la invocano[7].
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Rocca dei Lupi di Soragna; uno dei più citati e visitati monumenti del primo Barocco parmense: le sue sale conservano inalterati mobili ed arredi, realizzati e dorati in buona parte a Venezia, ed affreschi opera di artisti di grande fama come i fratelli Ferdinando e Francesco Galli Bibiena, Giovanni Antonio Amadeo, Andrea Appiani, Felice Boselli detto il Brescianino, Nicolò dell'Abate, Cesare Baglione e molti altri. Gli ambienti monumentali della Rocca sono visitabili tutto l'anno | |
Palazzo Meli Lupi a Parma; In stile neoclassico, fu la residenza settecentesca della nobile famiglia Meli-Lupi; oggi è la sede dell'Unione Industriali Parmense | |
Palazzo Lupis a Giovinazzo (Bari); Rivela ancora buona parte delle severe forme duecentesche e vi nacque il poeta e cronista cinquecentesco Bisanzio Lupis. Di notevole interesse è la bella scalinata aggraziata da bassorilievi, raffiguranti putti e musici. L’ariosa corte e la balconata che si affaccia sul mare ne fanno un luogo di particolare fascino. |
Palazzo Lupis di Giovinazzo (BA) fotografato al crepuscolo
Palazzo Lupis, poi Lioy-Lupis a Molfetta (Bari); sorge in via Amente, nel Centro Storico. Edificato dalla nobile famiglia Passari nel XVI secolo, passò poi a Lupis, che in uno nei rami molfettesi si estinsero nella famiglia Lioy, divenendo così Lioy-Lupis. All'interno dell'imponente androne, è ancora visibile la staffa dalla quale pendeva la lanterna e sulla parete gli stemmi dipinti dei Lupis e dei Lioy. La scala ha una loggia a tre ordini di arcate con nicchiette e busti d'uomo. | |
Palazzo Lupis a Grotteria (RC); edificato dalla famiglia feudataria dei de Luna d'Aragona, il palazzo risale con certezza documentaria al XIV secolo. Venne in potere della famiglia Lupis per una serie di intricate alleanze ereditarie matrimoniali, attraverso le famiglie de Luna, appunto, poi Amato, Infusini e Manso, tutte estintesi nei marchesi Lupis [10] [11] (vedi: Successione della proprietà di Palazzo Lupis a Grotteria) Recenti studi hanno stabilito che sorgeva sul sito della piccola chiesa di Sant'Antonio, della quale gli scavi effettuati hanno messo in luce l'antica cripta nel centro del cortile interno del Palazzo. Sorge nella piazza intestata al marchese Domenico Lupis Crisafi, antica Piazza del Tocco, nel quartiere detto di Castello, nel Centro Storico, ed appartiene tuttora ai discendenti del ramo Lupis-Macedonio, il duca e la duchessa di San Donato. Ospita anche la sede dell'Istituto Internazionale Mare Nostrum per lo Studio dei Ceti Dirigenti del Mediterraneo.
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Il portale di Palazzo Lupis a Grotteria (RC), opera di scalpellini di Serra San Bruno del XVII secolo | Particolare degli stemmi Lupis (sopra) e de Luna d'Aragona, Manso, Infusini, Amato (sotto) sul portale di Palazzo Lupis a Grotteria (RC) [10] | Portale sul retro di Palazzo Lupis a Grotteria (RC) con lo stemma Lupis | Scorcio della Biblioteca di Palazzo Lupis a Grotteria (RC) |
Palazzo Lupis a Ragusa in Sicilia, sorge in Corso Italia ed ospita attualmente la sede dell'INA. |
Di particolare pregio i balconi con mensoloni barocchi finemente scolpiti.
Particolare del balcone barocco di Palazzo Lupis a Ragusa in Sicilia

Stemma Lupis sulla Cappella di famiglia del Cimitero di Siderno Sup. (RC)
La famiglia Lupis di Grotteria, nella persona di tutti i rappresentanti maschi dei rami superstiti, si è fregiata nei secoli dei seguenti titoli (tra parentesi il primo concessionario e la data della prima investitura):
marchese (per discendenza dai marchesi di Soragna; Bonifacio de' Lupis, 8 agosto 712) | |
conte palatino, conte e cavaliere del Sacro Romano Impero (Orazio e Giulio Lupis, 9 gennaio 1683), confermato a Giampaolo IV dall'Imperatore Leopoldo con privilegio del 10 aprile 1691, per sé e per tutti i suoi discendenti e collaterali. | |
visconte (vice-conte) di Condojanni (Paquale Lupis, 28 gennaio 1781) [NB titolo "ad personam" non trasmissibile], | |
barone di Castania e Cuzzoghieri (Ferrante Lupis, 11 giugno 1595), | |
patrizio di Giovinazzo (sec. XII), | |
nobile del Sacro Romano Impero (Francesco Lupis, 3 agosto 1721). |

La Sala Gialla di Palazzo Lupis a Siderno (RC)
Inoltre, per essersi estinta nella famiglia dei baroni Amato di Grotteria l'antichissima famiglia spagnola dei De Luna d'Aragona (con donna Francesca De Luna d'Aragona, sposa nel 1689 di don Fabrizio Amato) e la stessa famiglia dei baroni Amato estintasi poi a sua volta nei Lupis di Grotteria (con donna Rosa Amato, andata sposa al marchese don Fortunato Lupis (1705-1773), questi ultimi hanno ereditato anche la titolatura delle suddette famiglie de Luna e Amato, ovvero i titoli di:
signore feudale di Grotteria, Siderno e terre annesse (1365), e di metà del feudo di Ragusìa (parte dell'attuale Gioiosa Jonica) (1316), già dei de Luna | |
barone della Corrìja di Badolato e di Amato |
Il ramo dei marchesi Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita porta inoltre, per successione materna Sanseverino, i titoli di 18° barone di Calvera e 13° duca di San Donato e Policastrello (1625)
L'Imperatore del Sacro Romano Impero, Leopoldo d'Austria, con privilegio dato a Vienna il 9 gennaio 1683, ha conferito ai Lupis la "Nobiltà del seguito imperiale".
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La residenza: Visita virtuale di Palazzo Lupis - de Luna d'Aragona a Grotteria
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I Lupis nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
I Lupis nella Rivista Araldica
I Lupis nell' Elenco dei Titolati Italiani
I Lupis nell' Annuario della Nobiltà Italiana
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La Casata Lupis nei principali repertori nobiliari italiani
I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33, del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
Il Cenno storico completo della Casata Lupis nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013, del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani
I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee
I Lupis nella Rivista Araldica
Genealogia dei Meli Lupi, principi di Soragna e del S.R.I
Genealogia dei de Lupis, patrizi di Giovinazzo
Genealogia dei Lupis (de) poi Luppis e Dojmi-de Lupis: Linee di Dalmazia
Genealogia dei Lupis, nobili di Molfetta
Genealogia dei Lupis Nobili di Grumo Appula, Massafra e Altamura
Genealogia dei de Lupis o Lupo, nobili di Sarno
Genealogia dei de Lupis o Lupis, baroni del Carozziero a Ragusa
Genealogia dei de Lupis o Lupis di Grotteria, baroni di Castania e Cuzzoghieri
Tavola genealogica con la successione della proprietà di Palazzo Lupis in Grotteria ed estinzione delle nobili famiglie de Luna d'Aragona, Amato, Manso e Infusini nei Lupis |
↑ Nota: In tutte le testimonianze epigrafiche, manoscritte, a stampa etc. sulla casata si trova sempre la forma di cui sopra, teoricamente in una locuzione latina non del tutto corretta (quella corretta sarebbe Luporum Stirpis' o simili. Con ogni probabilità il motivo è che la definizione di Luporum Stirpe vada intesa nel senso piuttosto di Stirpe (in italiano) Luporum (in latino), ovvero solo la parola Luporum usata nella forma latina. E infatti spesso si trova citata la famiglia anche nel modo inverso, ovvero come "Stirpe Luporum". Allo stesso modo in cui si potrebbe scrivere o dire la "Luporum" famiglia" invece che la "Luporum familia" volendo intendere "la famiglia dei Lupi", insomma, e non necessariamente incorrendo in un errore. Bisogna anche considerare che questa definizione si "affermò" soprattutto in epoca sei-settecentesca, dunque in un periodo in cui l'uso delle forme latine si era più che ampiamente "corrotto" con la commistione con le varie forme di italiano presenti nella nostra penisola, ormai lontano, insomma, dalla "purezza classica" di un Cicerone
↑ Vedi in particolare gli studi di Christian Settipani, professore al Prosopography Centre dell'Università di Oxford:
La Noblesse du Midi carolingien: Etudes sur quelques grandes familles d’Aquitaine et de | |
Continuité gentilice et continuité familiale dans les familles sénatoriales romaines à l'époque impériale: mythe et realité , | |
Nos ancêtres de l'antiquité: Études des possibilités de liens généalogiques entre les familles de l'Antiquité et celles du haut Moyen-Age européen, | |
Onomastique et Parenté dans l'Occident médiéval, a cura di C. Settipani e K.S.B. Keats-Rohan, (con contributi di C. Lauranson-Rosaz, H. Guillotel, T. Stasser, J.-N. Mathieu, D. Jackman, D. E. Thornton, A. V. Murray, R. V. Mathisen, S. de Vajay, E. de Saint-Phalle, C. Settipani e K.S.B. Keats-Rohan), Oxford, 2000, ISBN 1-900934-01-9 | |
Vedi anche: Marina R. Torelli, Benevento Romana, 2002, anche on line, ISBN 8882652092 | |
Orlandi S, Epigrafia anfiteatrale dell’Occidente Romano | |
Francois Jacques, L'éthique et la statistique. À propos du renouvellement du Sénat romain (Ier-llle siècles de l'Empire), in: "Annales. Économies, Sociétés, Civilisations", Année 1987, Volume 42, Numéro 6, pp. 1287-1303, anche on line |
↑ Scrive Ippolito Calandrini:
« Fu San Lupo Nobilissimo Cittadino della Città di Ieul vicina a Metz di Lorena, e suo Padre si chiamò Epirochio di Sangue illustre, quale del 448 condotto a Roma Sisulfo suo figliolo minore, al servigio di Maroveo Re di Francia fu dedicato, qual accogliendolo in Casa sua, l'honorò di vantaggio, in riguardo della sua Nobiltà » | |
e aggiunge che Sisulfo (o Gisulfo) dopo la morte del fratello San Lupo, vescovo di Troyes:
« pensò il modo col quale esso, e suoi descendenti, la felicissima memoria del Santo conservare si dovesse; e così di Franconio il cognome, col quale chiamato venia, determinò di lasciare, e sottoscriversi Sisulfo Lupo. E per corpo d'impresa, una Lupa di color Celeste ergendosi, animata dal motto T. E. D: con le quali lettere l'amor verso del fratello eccessivo palesar voleva, cioé Teco Esso Desidero, e con detto motivo ebbe l'arma de' Lupis il suo principio illustre » | |
Sempre secondo Ippolito Calandrini ne Il publio Svezzese, Sisulfo fu preso come Scudiere del re di Francia Meroveo all'età di 18 anni e servì per 26 anni, sempre come scudiere, anche il successore, re Childerico. Lasciò il suo posto di scudiere reale al figlio Lupo (morto dopo il 481), che servì dall'età di 26 anni il successore re Clodoveo I
↑ Vedi tra gli altri:
Repertorio Genealogico della famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle provincie venete di Francesco Schroder, ad vocem, sulla |
«Famiglia Lupati, detti anco Lupi, e Lovati: Famiglia nobile di Adria, e prima di Padova e Rovigo. Vennero innalzati al grado di Conti dalla Serenissima con Sovrane Risoluzioni datate: 29 marzo 1823 e 5 gennaio 1824.» | |
Luigi Ignazio Grotto dell'Ero, Memorie intorno la famiglia de' Marchesi di Soragna, estratte dall'opera: Cenni Storici sulle famiglie di Padova, e sui Monumenti delle Università, Padova, s.d., pag. 149
«I Lupis di Parma, cari oltremodo ai signori di Padova e loro molto affezionati, cessano di figurare in questa città non molto dopo le catastrofi dei Carraresi. Antonio, figlio di Raimondino, nell'anno 1498 trapiantossi a Rovigo e di lui nacque Rutilio, il cui cognome di Lupo si corruppe in Lovo, Lovato, Lupato. Ammogliossi in Vittoria figlia del conte Giulio Macchiavelli, patrizio ferrarese e adriese. Di questo modo venne il cavaliere Atrinio, padre di Nobile e Bartolomeo de'Lovati; la linea primogenita ora estinta, cioè quella di Nobile, associò al proprio il cognome Macchiavelli, come erede del conte Giulio, ed a questa epoca la famiglia Lupati si stabilì nella città di Adria, nel cui circondario esistevano i beni della eredità. Tutti i testè ricordati furono personaggi distinti, che acquistarono onori e rinomanza al servigio della Veneta Repubblica. Raimondo, figlio di Nobile, fu fatto cavaliere dopo avere sostenuto l'ufficio di Sindico degli artisti nello studio di Padova.» | |
Dal Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, edizione 1933-36, pag. 592
«LUPATI, Famiglia di Adria, residente Padova. Lo Schroder, Segretario di Governo, nel suo "Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle provincie venete", parlando di questa famiglia, detta anche Lupis o Lovati, la dice derivata dagli antichi marchesi di Soragna. Nella Chiesa del Santo di Padova, nella cappella della famiglia sotto onorevoli lapidi esistono le ceneri di vari valorosi capitani figli del celebre Simone o Simeone Lupati, Presidente di Padova nel 1385. Nella Storia del Polesine del Nicolio si fa menzione di Alvise Lupati, che nel 1354 cooperò a distorre i signori di Carrara, che aspiravano alla conquista del Polesine, dall'assedio di Rovigo. Si distinsero poi con le armi in Terra Ferma e contro i Turchi per la Repubblica Veneta che li onorò con decreti altissimi, di pensioni, ed in più soggetti anche del cavalierato e del titolo di conte, con il quale erano descritti nell' Aureo Libro dei Veri Titolati. Ascritta alla nobiltà di Adria dal secolo XVI, riconosciuta dal Senato veneto nel 1780 e confermata con Sovrana Risoluzione Austriaca il 29 marzo 1823 e 5 gennaio 1824. Iscritta nell'Elenco Ufficiale della nob. Italiana col titolo di nobile (mf) Arma: d'oro al lupo rampante d'azzurro» | |
↑ vedi: Hail and farewell to Eagle Eye: General Mark Wayne Clark, a cura di Michael Angelo Musmanno
↑ vedi: Anna Maria Vacca Volpicella, Giovinazzo tra realtà e memoria, pag. 95 ed anche la lettera del Sig. Antonio Lupis al Sig. Antonio Paglia, nell'opera di Antonio Lupis La Valige Smarrita, Venezia, 1666, in cui si dimostra che il Paglia aveva ordinato a don Luigi Sagarriga , plagiato, di scrivere la vita del beato Nicola da Giovinazzo identificandolo come un membro della famiglia Paglia, appunto, e non della famiglia Lupis quale era.
↑ Gli eventi miracolosi legati a Caterina Lupis e alla Madonna di San Gallo, vennero riconosciuti ufficialmente dal Vaticano e sono riportati nell'opera Storia della Madonna Miracolosa e del Santuario della Costa di San Gallo', scritta dal sacerdote Luigi Traini, Rettore di San Gallo, nel 1891, ristampata nel 1984 a cura della Curia Vescovile di Bergamo.
↑ vedi: Naymo V. - Uno stato feudale nella Calabria del Cinquecento. La Platea di Giovan Battista Carafa marchese di Castelvetere e conte di Grotteria (1534), Gioiosa Jonica 2004. Pagg. XX, 7 e 11
↑ vedi: Sortino Trono, I conti di Modica etc., "Carozziero: Terre in contrada di Melilli sulle quali otteneva il titolo baronale il siracusano Didaco Ricon de Astorga, barone d'Ogliastro nel 1639. Furono baroni del Carozziero il di lui figlio manuele nel 1678 e il figlio di questi Francesco Ricon de Astorga, il quale lo vendette a Vincenzo Pizzuto da Siracusa il 19 luglio 1683", Pag. 265
↑ vedi: Successione della proprietà di Palazzo Lupis in Grotteria ed estinzione delle nobili famiglie de Luna d'Aragona, Amato, Manso e Infusini nei Lupis: tavola genealogica
↑ Il ramo detto LUPIS-de LUPIS, per l’estinzione in esso della famiglia CAMPACCIO, avvenuta con la morte della contessa donna VITTORIA CAMPACCIO, figlia del conte palatino GIANLUCA, andata sposa al marchese GIANDOMENICO de LUPIS di Grotteria (morto nel 1635), ha ereditato il titolo di Conte palatino (1640), mentre per l’estinzione della famiglia PASQUALINO, avvenuta con la morte di donna GIOVANNA PASQUALINO, dei baroni della Torre e della Rocchetta, patrizi di Venezia e di Bari, ha ereditato anche questi titoli.
Tale ramo e’ oggi rappresentato dai marchesi BASILIO LUPIS (di Pasquale), DOMENICO E RAFFAELE LUPIS (di Giovanbattista), DOMENICO LUPIS (di Oreste), DOMENICO LUPIS (di Antonio) i quali, ai titoli gia di spettanza dei LUPIS di Grotteria - marchese, conte palatino, barone di Castania e Cuzzoghieri, patrizio di Giovinazzo e nobile del Sacro Romano Impero – a quelli per successione de Luna d’Aragona - signori feudali di Grotteria, Siderno e terre annesse e di meta’ del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica) - e a quelli per successione Amato - baroni della Corrija di Badolato e di Amato, patrizi di Amantea - aggiungono i titoli di barone della Torre, barone della Rocchetta, patrizio di Venezia, patrizio di Bari (per successione Pasqualino) e un ulteriore titolo di Conte Palatino (per successione Campaccio) (m)
Il ramo detto LUPIS CRISAFI, per l’estinzione in esso della famiglia dei baroni CRISAFI, baroni di Linguaglossa (1392), Fiumefreddo e Pancaldo (1595), patrizi di Messina, avvenuta con la morte di donna FRANCESCA CRISAFI andata sposa al marchese FORTUNATO LUPIS SAPORITO (1796-1859), ha ereditato i suddetti titoli. Tale ramo è oggi rappresentato dai marchesi FORTUNATO LUPIS CRISAFI (di Domenico), GIOVANBATTISTA e ISIDORO (di Fortunato) i quali, ai titoli gia di spettanza dei LUPIS di Grotteria - marchese, conte palatino, barone di Castania e Cuzzoghieri, patrizio di Giovinazzo e nobile del Sacro Romano Impero, a quelli per successione de Luna d’Aragona - signori feudali di Grotteria, Siderno e terre annesse e di meta’ del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica) - e a quelli per successione AMATO - baroni della Corrija di Badolato e di Amato, patrizi di Amantea - aggiungono quelli di barone di Linguaglossa, Pancaldo e Fiumefreddo, patrizi di Messina, per successione CRISAFI (m).
↑ Il marchese don Isidoro Lupis venne battezzato il giorno della nascita, come recitano i registri dei battesimi della parrocchia di San Nicola a Grotteria, al foglio 139 con i nomi di Isidoro Maria Fortunato Francesco Antonio Vincenzo, nato dal marchese Dr. don Orazio LUPIS Amato 6° barone di Castania e Cuzzoghieri; Governatore e Capitano di Giustizia di Siderno nel 1786 e 1787, figlio di D. Fortunato e D. Rosa Amato) e dalla sign. D. Giovanna Manso dei marchesi di Villa (figlia di D. Francesco e D. Rosa Infusini)
↑ Nelle clausole dell'investitura del titolo ducale di Grottolelle, del Re Filippo IV di Spagna il 4 giu 1646, al primo concessionario, don Scipione I Macedonio, si stabiliva che il concessionario potesse sempre regolare la succesione con atto testamentario e tale successione venne infatti regolata, in base a quel privilegio, prima dell'abolizione della fedualità, dalla quale poteva emanare soltanto sul diritto successorio, con il testamento del 6° (e ultimo della linea napoletana) Duca di Grottolelle dal 1805, Don Francesco Macedonio e Berio di Salza (* Napoli 4-9-1783 + ivi 4-4-1834), che fissava la successione "in perpetuum" a favore della linea maschile primogenita, e in mancanza a favore della linea collaterale agnatizia maschile. Successivamente, con clausola testamentaria aggiunta poco prima della morte, nel 1834, avendo avuto soltanto due figli morti in fasce, il duca istituiva unico erede del titolo di duca di Grottolelle il cugino don Nicola Saverio Macedonio, (1760 - aft 1834) (6° barone di Poligori in Calabria; Vice Principe di Roccella nel 1790), rappresentante primogenito dell'unica linea agnatizia superstite dei Macedonio, essendosi tutte le altre estinte agli inizi dell'Ottocento.
Solo superstite,dunque, il ramo dei Macedoni baroni di Poligori di Grotteria, il cui ramo primogenito si è a sua volta estinto nei marchesi Lupis, baroni di Castania e Cuzzoghieri, con la morte di donna Lauretana Macedonio e Ferrari-Spina, moglie del marchese don Isidoro Lupis e Manso (vedi nota 14).
Alla sua morte il titolo ducale fu preteso, senza frutto, anche dai cugini de Regina
:
Fonti Archivistiche e Bibliografiche| I Lupis tra le Famiglie nobili di Grotteria | |
| I Lupis nel sito I Casati del Sud | |
| I Lupis nel sito sui Nobili Napoletani | |
| I Lupis su Aristopedia | |
| I Lupis nell'Almanach de Saxe Gotha | |
| I Lupis nell' Almanach of de Holy Roman Empire |
Contacts and suggestions: lupis@lupis.it
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INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

Antonio Lupis
"Antonio Lupis letterato Italiano. Traduttore del Libro di Geremia. Visse nel
secolo XVII - Molfettese"
Diploma di Leopoldo
L'imperatore del Sacro
Romano Impro crea conti palatini Giulio e Orazio Lupis

Albero dei nobili
Lupis di Molfetta
Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie
marchese don Paolino Lupis Correale
Ritratto del marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri

marchese don Domenico
Lupis Crisafi
Ritratto dell'avvocato
marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880), storico e numismatico

conte Giovanni Antonio Lupis di Bergamo
Ritratto del conte
Giovanni Antonio de' Lupis di Bergamo detto ''Il Farinata''

marchese abate don
Orazio Lupis
storico e poeta
(1736-1816)
Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte
della Biblioteca Nazionale di Napoli,
manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637
Stemma Lupis di Grotteria tratto
da un antico stemmario manoscritto
(Archivio marchesi Lupis Crisafi, Siderno)
marchese don Isidoro Lupis Amato de Luna d'Aragona
1781 - 1853
Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona, 7° barone di Castania e Cuzzoghieri
Palazzo Lupis Giovinazzo
Il
duecentesco palazzo della famiglia Lupis a
Giovinazzo
(BA), in cui nacque il poeta Bisanzio Lupis

Palazzo Lupis
Grotteria
Processione
di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi
Lupis. Foto della metà del sec. XX

marchese Generale don Orazio Lupis Macedonio
Il generale marchese don Orazio VI
Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (1892-1962)

Il Serafino di
Cantalice di Antonio Lupis
Frontespizio
dell'edizione del 1672,
Collezione biblioteca marchesi Lupis, Grotteria

Palazzo Lupis Grotteria
Il portale del Palazzo dei marchesi Lupis-de Luna d'Aragona secolo XVI

stemma dei marchesi
Lupis Grotteria
Carta del Feudo di Castania
Il feudo di Castania intestato ai Lupis fin dal XVI secolo
Albero genealogico dei Lupis di Gravina
per il Beneficio del SS. Nome di Gesù di Gravina, 1645
Decreto Capitolare n. 901 del Cronista Rey de Armas
del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa
Stemma Lupis nel Blasonario Generale Italiano
I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
Il Cenno storico completo della Casata Lupis
nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
I Lupis nella Rivista Araldica
“Note per una storia della famiglia Lupis”, del conte, prof. Franz von Lobstein, balì del S. M. Ordine di Malta, 1986
I Lupis nella Rivista Nobiliare
I Lupis nell'Annuario della Nobiltà Italiana
"Collage" fotografico dei vari rami della Casata Lupis riportati
nella Nuova Serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana
I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani
I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee

stemma dei marchesi
Lupis Grotteria
Ritratto di Mons. Gaetano Lioy - Lupis, opera di Liborio Romano, Chiesa del Purgatorio, Molfetta

Antonio Lupis
"Antonio Lupis letterato Italiano. Traduttore del Libro di Geremia. Visse nel
secolo XVII - Molfettese"
Diploma di Leopoldo
L'imperatore del Sacro
Romano Impro crea conti palatini Giulio e Orazio Lupis
Stemma Lupis nel Blasonario Generale Italiano
Decreto Capitolare n. 901 del Cronista Rey de Armas
del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa
I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
Il Cenno storico completo della Casata Lupis
nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana

Albero dei nobili
Lupis di Molfetta
Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie
marchese don Paolino Lupis Correale
Ritratto del marchese don Paolo I (Paolino) de Lupis Correale, 2° barone di Castania e Cuzzoghieri

marchese don Domenico
Lupis Crisafi
Ritratto dell'avvocato
marchese don Domenico Lupis Crisafi (1829-1880), storico e numismatico

conte Giovanni Antonio Lupis di Bergamo
Ritratto del conte
Giovanni Antonio de' Lupis di Bergamo detto ''Il Farinata''

marchese abate don
Orazio Lupis
storico e poeta
(1736-1816)
marchese don Isidoro Lupis Amato de Luna d'Aragona
1781 - 1853
Ritratto di S.E. il marchese don Isidoro II Lupis Manso Amato de Luna d'Aragona, 7° barone di Castania e Cuzzoghieri
Palazzo Lupis Giovinazzo
Il duecentesco palazzo della famiglia Lupis a
Giovinazzo
(BA), in cui nacque il poeta Bisanzio Lupis
Capitano barone Giovanni Lupis von Rammer
Inventore del siluro

Palazzo Lupis
Grotteria
Processione
di Ognissanti in Piazza Domenico Lupis. A sinistra il Palazzo dei marchesi
Lupis. Foto della metà del sec. XX

marchese Generale don Orazio Lupis Macedonio
Il generale marchese don
Orazio VI Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (1892-1962)

Il Serafino di
Cantalice di Antonio Lupis
Frontespizio
dell'edizione del 1672, Collezione biblioteca marchesi Lupis, Grotteria

Palazzo Lupis Grotteria
Il portale del Palazzo dei marchesi Lupis-de Luna d'Aragona secolo XVI
Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte
della Biblioteca Nazionale di Napoli,
manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637

stemma dei marchesi
Lupis Grotteria
Carta del Feudo di Castania
Tomaso Rajola. Regio Ingegnere. 1778. Particolare della Pianta della contea di Grotteria
Il feudo di Castania intestato ai Lupis fin dal XVI secolo
Albero genealogico dei Lupis di Gravina
per il Beneficio del SS. Nome di Gesù di Gravina, 1645
Donna Diana Macedonio dei duchi di Grottolelle, baroni di Poligori
I Lupis nell'ultima edizione XXIV , 2010-2014, pagg. 932-33,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
Il Cenno storico completo della Casata Lupis
nell'edizione XIX, 1987-89, pagg 1807-18013,
del Libro d'Oro della Nobiltà Italiana
I Lupis nella Rivista Araldica
“Note per una storia della famiglia Lupis”, del conte, prof. Franz von Lobstein, balì del S. M. Ordine di Malta, 1986
I Lupis nella Rivista Nobiliare
I Lupis nell'Annuario della Nobiltà Italiana
"Collage" fotografico dei vari rami della Casata Lupis riportati
nella Nuova Serie dell'Annuario della Nobiltà Italiana
I Lupis nell'Elenco dei titolati Italiani
I Lupis nell'Albo d'Oro delle Famiglie Nobili Italiane ed Europee
Stemma Lupis di Grotteria nel Blasonario di Corte
della Biblioteca Nazionale di Napoli,
manoscritto XVII.25, f. 148, anno 1637

stemma dei marchesi
Lupis Grotteria
Ritratto di Mons. Gaetano Lioy - Lupis, opera di Liborio Romano, Chiesa del Purgatorio, Molfetta